Housetv
Filmhousetv
Horrorhousetv
Scifihousetv
Dramahousetv
Comedyhousetv
Animationhousetv
Thrillerhousetv
Serialhousetv
Soccerhousetv
Nazionalehousetv
Interhousetv
Milanhousetv
Juventushousetv
Napolihousetv
Romahousetv
Laziohousetv
Luca Svizzeretto
background
Logo

PRIMO PIANO SULL'AUTORE - LINO BANFI RACCONTA LA SUA CARRIERA 'BANFIOTA'

Pubblicato il 20/11/2011
PRIMO PIANO SULL'AUTORE - LINO BANFI RACCONTA LA SUA CARRIERA 'BANFIOTA'
dalla nostra inviata ad ASSISI

E’ un Lino Banfi commosso quello che chiude la 30esima edizione di Primo piano sull’autore, la rassegna organizzata ormai da tre decenni da Franco Mariotti e dal Sindacato dei Giornalisti Cinematografici Italiani, che come da tradizione si tiene ad Assisi.
Fra i tanti ospiti che hanno voluto parlare delle loro esperienze lavorative ed umane con Banfi, la compagna di lavoro Milena Vukotic, che con Lino Banfi ha condiviso l’avventura di Un medico in famiglia, Giorgio Capitani, che lo ha ringraziato per la sua amicizia, e la figlia Rosanna, che ha voluto dedicare una poesia al padre regalandogli forse la più forte emozione della serata.
“Nei miei tanti anni di carriera, oltre 50, posso dire di aver costruito una bella casetta “banfiota”, nella quale ho messo sangue, sudore e impegno”. E’ con questa metafora che Banfi ha iniziato il suo discorso di ringraziamento, ricordando il suo arrivo a Milano, quando pur di avere un pasto caldo si fece operare di tonsille pur non avendone bisogno, seguendo il consiglio di un clochard che dormiva accanto a lui alla stazione centrale. “Dopo due giorni – ricorda – i dottori decisero di dimettermi, e io non avevo ancora mangiato nulla. Allora seguendo gli insegnamenti di mio padre, che mi diceva sempre di dire la verità nel momento di massima disperazione, raccontai tutto al primario, che mi lasciò restare in ospedale per altri 7 giorni, a due pasti completi al giorno”.
Avanspettacolo, Cinema, Televisione: i diversi volti di un uomo normale. Questa la speciale dedica della rassegna a Lino Banfi, che con l’avanspettacolo ha iniziato la sua carriera. Un periodo che ricorda con affetto, quando “non si sapeva quanto sarebbe durato uno sketch, e allora noi attori imparavamo almeno due finali per ogni scenetta, per essere sia in grado di riempire vuoti che altrimenti non avrebbero trovato un senso sia di chiudere velocemente quando il tempo stringeva. Quando poi sono arrivato al cabaret, ero già forgiato dall’avanspettacolo, ed anche la carriera cinematografica, per mia fortuna, è andata sempre bene. Anche perché – conclude – ho costruito la mia carriera di pari passo con la mia famiglia, che ho forgiato in maniera “banfistica”, tenendomi lontano da scandali e guai, e questo mi ha aiutato anche nel mio lavoro”.