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Luca Svizzeretto
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'VACANZE DI NATALE A CORTINA': MALE GLI INCASSI MA SUCCESSO DI GRADIMENTO E SE DE SICA TORNASSE CON BOLDI?

Pubblicato il 01/01/2012
'VACANZE DI NATALE A CORTINA': MALE GLI INCASSI MA SUCCESSO DI GRADIMENTO E SE DE SICA TORNASSE CON BOLDI?
Il periodo cinematografico natalizio sta volgendo al termine. Ancora una settimana e mezza e poi le uscite di venerdì 13 gennaio decreteranno il vincitore del box office. Bisogna però tenere da conto l'uscita piuttosto pesante di 'Immaturi 2' e 'J.Edgar' (film di Clint Eastwood con Leonardo Di Caprio) il 4 gennaio. Possiamo dunque ipotizzare che, a scanso di miracoli, sarà Robert Downey Jr. con il sequel del suo Sherlock Holmes a tagliare il traguardo in prima posizione. Un successo meritato per il blockbuster made in Usa, che è addirittura più avventuroso, coinvolgente ed esaltante del primo. Al secondo posto dovrebbe arrivare 'Il Gatto con gli Stivali' della Dreamworks. Antonio Banderas e Salma Hayek protagonisti al doppiaggio in questa pellicola, che trascinata dal successo di Shrek, è riuscita a sbaragliare la concorrenza, certamente aiutata negli incassi dal 3D.
Arriviamo quindi agli affari di casa nostra. Il film di Natale (cinepanettone per la critica più 'snobettina') di Neri Parenti e 'Finalmente la felicità' di Pieraccioni.
Che 'Vacanze di Natale a Cortina' non abbia ottenuto gli incassi sperati da De Laurentiis è un dato di fatto. Ad oggi non sappiamo ancora quanto avrà raccolto al 13 gennaio (passando per il 4) ma dovrebbe raggiungere i 10 milioni di euro. Poco più o poco meno. Male rispetto allo scorso anno e molto male rispetto agli anni precedenti. Attenzione molto male ma solo se parliamo di incassi. Perché chiunque fa questo mestiere sa bene che il gradimento del pubblico non è dato dal box office ma dal giudizio di chi si siede in sala. Meno ancora conta il parere di chi una pellicola non va neppure a vederla per partito preso.
Se teniamo conto dell'indice di gradimento 'Vacanze di Natale a Cortina', non solo è andato molto meglio di 'Natale in Sudafrica', ma è un vero e proprio successo rispetto agli ultimi dieci anni di film di Natale griffato Filmauro.
Tornare al passato può essere una rivoluzione. Certo questo concetto sarà inviso a chi fa del progressismo e del radical chichismo il suo motto di vita. Eppure è così. Quando il passato è molto passato ed il presente è irrecuperabile, tornare indietro nel tempo può servire a ricostruire, cercando di non commettere nuovamente gli errori fatti. Chiamare alla sceneggiatura Enrico e Carlo Vanzina è stato fondamentale per spazzare via quella volgarità greve e assolutamente gratuita ormai costantemente presente nei soggetti di Brizzi e Martani. Così come fondamentale è stato cambiare il cast artistico dalle fondamenta. De Sica è un monumento ma tutti gli altri potevano si potevano sostituire e così è stato. Ecco quindi Sabrina Ferilli, Ricky Memphis, Dario Bandiera ed Ivano Marescotti. Più qualità e meno quantità.
Poi ci sarà sempre chi parlando dei film di Checco Zalone dirà che sono straordinari e parlando di quelli di De Sica che sono della spazzatura. Quindi Marescotti è sia straordinario che monnezza (per dirla alla partenopea) dato che si trova in entrambe le produzioni.
Ai giovani il cinepanettone (sic!) 2011 è piaciuto e per capirlo bisogna andare nei multiplex dei quartieri più popolari delle grandi città o in quelli di provincia. Pensare di avere il polso della situazione chiedendo un parere al pubblico che frequenta qualche sala d'essai è piuttosto fuori luogo.
La strada da seguire è questa ed il prossimo anno le cose potranno soltanto migliorare, grazie anche ad un passaparola positivo di cui quest'anno Neri Parenti non ha potuto godere, causa le precedenti produzioni. Ci fanno notare che nel 2012 i concorrenti potrebbero essere il già citato Zalone e 'Lo Hobbit' di Peter Jackson. Il secondo potrebbe essere spostato a metà gennaio, non si sa ancora con certezza la decisione della Warner. Mentre il  caro Checco sarà al suo terzo film. Il primo era molto divertente, autoironico e godeva della novità. Il secondo era un pò meno divertente, leggermente già visto e piuttosto populista in alcune scelte narrative. A cominciare dall'araba terrorista che si redime ed innamora del povero italiano sfigato, decidendo così di non far saltare in aria il Duomo di Milano. Cosa si inventerà Zalone al terzo film? Non lo sappiamo. Vedremo. Però vi lanciamo una provocazione (un consiglio per qualcuno): se De Sica dovesse riappacificarsi con Massimo Boldi e dare così vita alla coppia capace, negli anni '90, di stracciare qualsiasi genere di film trovassero lungo il loro cammino?
Non ci siamo dimenticati di Pieraccioni ma c'è poco da dire. Incassi bassi rispetto alle previsioni e pubblico poco soddisfatto in sala. Il regista toscano sembra aver smarrito la sua capacità di scrivere storie vicine alla gente e con le quali poter sognare. Al momento si limita a ripetere all'infinito le sue prime opere e, pur facendolo con discreta abilità, gli spettatori paiono essersi stancati. Qualche milione di euro lo porterà comunque a casa.