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Luca Svizzeretto
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WOODY ALLEN A ROMA PRESENTA 'TO ROME WITH LOVE'

Pubblicato il 13/04/2012
WOODY ALLEN A ROMA PRESENTA 'TO ROME WITH LOVE'
Woody Allen ha scelto l’Italia per presentare in anteprima mondiale il suo “To Rome with Love”, il quinto film europeo, che sarà distribuito a partire da venerdì 20 aprile in 600 sale da Medusa. Con il regista newyorkese, a presentare la pellicola tutto il cast, composto da Roberto Benigni, Alec Baldwin, Penelope Cruz, Jesse Eisenberg e tutta una serie di stelle e stelline del cinema italiano che sono state scritturate dal regista di capolavori come “Io e Annie”, o “La maledizione dello scorpione di giada”, primo dei suoi 9 film distribuiti in Italia da Medusa.
 
“Perché ho scelto Roma e cosa c’è nella Roma che ho raccontato? Non c’è altra città al mondo come Roma – ha dichiarato il regista – Un americano capisce di essere uscito dagli States solo quando viene qui, è esotica, diversa, non la si capisce come le altre capitali europee che sono più semplici da capire. E’ una cosa mai vista e vissuta prima, per un regista girare qui è un dono”. 

Il titolo “To Rome with Love”, dunque, calza a pennello a questo film, che è una vera e propria dichiarazione d’amore nei confronti della città eterna. Se c’è stata un’influenza da parte del cinema italiano, Allen non lo sa spiegare. “Sono cresciuto con i film italiani, ma tutto quanto può eventualmente emergere dalla mia pellicola dipende solo dal fatto che nel tempo ho assorbito delle influenze che comunque sono inconsce. Del resto chi è cresciuto nella mia epoca non può non aver risentito di un certo tipo di influenza cinematografica, ma non c’è nulla di voluto. Quale Italia ho voluto raccontare? E’ un Paese ricco di calore – dice Woody Allen - che ha contribuito alla cultura del mondo e dove è così facile vivere, i cittadini sono positivi verso la vita. Se facessi un film in Svezia sarebbe permeato da una psicologia tutta diversa, chiaro! Tutti gli americani amano l’Europa e in particolare Parigi e l’Italia. Il vostro Paese è uno dei posti che influenzano maggiormente la cultura americana sia con i loro film, che con la loro gente: gli italoamericani ad esempio, nell’immaginario americano (e nel mio), sono così colorati e danno una immagine positiva dell’Italia”.

La sfilza di “film europei”, per ora, sembrerebbe essersi interrotta. Il prossimo film di Woody Allen infatti torna a essere girato negli States (“A New York in piccola parte, ed a San Francisco per tutto il resto”), mentre non sussiste l’ipotesi di un’ambientazione danese, a Copenhagen, di un prossimo film. L’amore per le capitali europee dove ha lavorato negli ultimi anni, invece, è presto spiegato: “E’ così facile fare film a Roma, Parigi, Londra e Barcellona. Tranne che nell’estetica – spiega il regista newyorkese – non differiscono molto da Manhattan. Sono simili in termini di energia, cultura, sono posti dove si vive bene e dove è facile trovare storie da raccontare. Sono luoghi che mi sono congeniali, mentre ad esempio non potrei mai fare un film in zone rurali o nel deserto”.

Fare un film l’anno, per Woody Allen, “è un modo per non rimuginare sui problemi seri della vita, quando fai un film al massimo può succedere che non piaccia, ma non mi pare un dramma. E se sono tornato a recitare in un mio film, dopo tanto tempo (l’ultima apparizione era stata in “Scoop”, nel 2006, ndr), è solo perché nella sceneggiatura è uscito fuori un personaggio adatto a me. Non mi piace impormi in personaggi che non mi si addicono”.

Poco amante del doppiaggio (il film è stato presentato nella versione italiana), Allen ha amnmesso di essere contrario, per certi versi, e di cercare sempre “di spingere per l’utilizzo dei sottotitoli quando mando in giro qualche mio film. Ma in Europa non si è avvezzi al sottotitolo, lo spettatore preferisce guardare il film senza dover leggere i sottotitoli, mi rendo conto che le culture sono diverse. E comunque, è anche vero per esempio che se in Italia sono tanto famoso forse lo devo anche al mio doppiatore storico (Oreste Lionello, ndr), magari con la mia voce originale non avrei tutto questo successo”. 

Dal cast dei protagonisti, solo parole d’amore nei confronti del regista. Penelope Cruz, che con Allen ha già lavorato in “Vicky, Christina, Barcelona”, ha dichiarato che “non ne ho mai abbastanza di lavorare con Woody, vorrei che le riprese dei suoi film durassero di più, è meraviglioso essere diretta da lui che è così paziente, caldo, affettuoso e costituisce una sorpresa continua”.

Alec Baldwin ha scherzato dicendo che “all’inizio credevo di dover recitare la parte di un uomo che si trova in una stanza d’albergo dove entra una donna procace (la Cruz, ndr), che vuol fare l’amore con lui. Ho accettato immediatamente. Poi sul set ho capito did over interagire con Jesse Eisenberg (ride, ndr). Ma sono rimasto”.

Eisenberg, famoso per “The Social Network”, si è detto “onorato di aver lavorato con Woody Allen, credo sia il più grande intrattenitore al mondo. Recitare in questo film è stato bello, lui è molto gentile coi suoi attori, ed è talmente abituato a fare film che riesce a capire al volo le emozioni che vivono i suoi attori”.

E Roberto Benigni, uno dei mattatori del film, scherzando e ridendo ha espresso il suo entusiasmo per aver interpretato un personaggio “che come tutti sperano, riesce ad avere il suo cosiddetto ‘quarto d’ora di notorietà’. E Woody Allen ha saputo disegnarlo con una grazia che ha reso tutto favolistico, come solo lui sa fare”.