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SPECIALE ESCLUSIVA: GODI FORTE, WAYNE!

Pubblicato il 28/04/2013
SPECIALE ESCLUSIVA: GODI FORTE, WAYNE!
DAL NOSTRO CORRISPONDENTE A LOS ANGELES

21 anni. È l’età della maturità in America, quella in cui si può cominciare a bere gli alcolici, quella che permette di entrare nei locali. 21 anni li compie Wayne’s World, la commedia che segnò il debutto al cinema di Mike Myers insieme alla spalla Dana Carvey, tratta da un popolare sketch del Saturday Night Live. Era il settembre del 1992 quando il film usciva nelle sale italiane con il titolo, poco appropriato, di Fusi di testa. Nel nostro Paese non fece grandi incassi, certe battute sono sempre difficili da tradurre in altre lingue, ma il film veniva da un successo smisurato in patria e solido nel resto d’Europa, dove era approdato in estate.
Per commemorare, quindi, una delle commedie più popolari negli States, in grado di lanciare frasi che sono diventate parte del linguaggio comune, l’Academy ha organizzato una vera e propria Reunion, alla quale hanno aderito non solo tutti i membri del cast (oltre agli attori principali anche Rob Lowe, Lara Flynn Boyle, Tia Carrere, Brian Doyle-Murray e Colleen Camp) ma anche una buona parte della troupe, dal supervisore alle musiche allo scenografo, dal compositore al location manager. La serata, presentata dall’attuale presidente dell’Academy, Hawk Koch, il quale fu anche produttore della pellicola, ha visto tornare insieme sul palco l’autore del Saturday Night Live Lorne Michaels, Lowe, Carvey, ma soprattutto ha ricongiunto Myers alla regista Penelope Spheeris. Si dice, infatti, che sul set ci furono continue differenze d’opinione e non fosse mai chiaro chi tenesse le redini del gioco. Di tutto questo attrito, che negli anni aveva dato vita a frecciate pungenti da una parte e dall’altra, alla proiezione per l’anniversario non c’è stata traccia. Tutti, invece, hanno ricordato con affetto la lavorazione del film, così Myers: “Da ragazzino a Toronto ero appassionato di heavy metal, da ciò deriva il personaggio. Quando sono arrivato a New York fui subito ossessionato dalle tv locali libere e desideravo tramutarlo in uno sketch per il Saturday Night Live. Avevo già provato il personaggio sulla tv canadese, ma non si chiamava Wayne’s World bensì Wayne’s Power Minute, all’interno del programma It’s only rock n roll”.
Il personaggio di Garth, interpretato da Dana Carvey, non esisteva ancora, fu lo stesso Myers a volerlo come spalla, racconta Carvey: “Mike era la giovane star in ascesa, sembrava un tredicenne, io allora ero già oltre i quaranta. Tutto quello che mi disse fu che Garth doveva adorare Wayne. Lui aveva i capelli scuri, per contrasto io misi una parrucca bionda. Non aveva occhiali, io misi gli occhiali”.

Il film fu girato in gran parte ai Paramount Studios, che in realtà non credevano fino in fondo nel progetto; sarebbe dovuto uscire, infatti, in un weekend morto per il box office. Durante le riprese Myers, il quale era alla primissima esperienza sul set di un film, non ebbe vita facile. “Pensavo non l’avrebbero mai fatto uscire. Quando ho consegnato la sceneggiatura la reazione fu perplessa, qualcuno disse, non lo capisco proprio. Poi ogni volta che arrivavo ai cancelli costantemente non c’era il mio nome in lista. Cominciai a pensare di essere nel posto sbagliato”.
Rob Lowe: “Io stesso non lo capivo all’inizio. La prima volta che ho conosciuto tutti quanti è stata quando Lorne mi ha chiesto di presentare SNL. E ricordo quando discutevo con Mike, che era anche autore dei testi, di quale sketch fare. Me ne propose due, Scribes e Wayne’s World. Il primo andava bene, ma il secondo mi faceva schifo. Ripenso sempre a quel momento, perché è a Mike e Lorne che devo la mia seconda parte di carriera, nelle commedie. Fu la prima che feci. Non sarei mai approdato a Parks and Recreation oggi, non fosse stato per Wayne’s world”. A tale affermazione Myers, scherzando, comincia a chiedere una percentuale sul successo di Lowe. Michaels invece spiega come originariamente la sceneggiatura includesse un rapporto padre-figlio (il ruolo doveva andare a Dennis Hopper), ma Myers convogliò diversi aspetti di quella relazione nel personaggio di Rob Lowe.  Aggiunge la regista Spheeris: “Girammo d’estate e abbastanza in fretta perché in autunno ricominciava SNL. Una delle scene più celebri, quella con i protagonisti stesi sul cofano della macchina e l’aereo che passa sulle loro teste, fu l’ultima che girammo, con letteralmente una macchina fuori che aspettava Mike e Dana per portarli all’aeroporto a prendere l’aereo per New York”. Myers: “L’avevamo tenuta per ultima perché inizialmente non funzionava, poi risolvemmo girandola su un soundstage, con un aereo in miniatura e ricordo che mantenesti nel film la mia risata spontanea alla battuta di Dana su Bugs Bunny”.
La scena forse più ricordata, però, é quella della canzone dei Queen, Bohemian Rhapsody, cantata in coro in macchina dai protagonisti. Myers rivela come ci sia tanto di autobiografico nel film: “Ho sempre adorato i Queen e questa opera rock di nove minuti. Da giovane con gli amici andavamo sempre in giro in una macchina simile, cantando la canzone. Ognuno aveva la sua parte nella strofa Galileo. Ma l’esperienza più surreale l’ho avuta dieci anni dopo in un casinò in Francia. Qualcuno dei proprietari doveva avermi riconosciuto perché improvvisamente, mentre mi trovavo sulle scale mobili, partì la canzone e tutte queste persone ricche e facoltose intorno a me cominciarono a fare su e giù con la testa. Fui profondamente imbarazzato”. Carvey: “Immagina farlo per quattro ore di fila, mi fa ancora male il collo da allora”.

La scena con Robert Patrick nel panni del poliziotto, invece, nacque da un suggerimento del figlio del produttore Koch. “Inizialmente doveva semplicemente chiedere patente e libretto, ma mio figlio sbottò sul set dicendo che non faceva ridere. E calò il gelo. Però Penelope fu molto carina e gli chiese cosa avrebbe dovuto dire secondo lui. Così tirò fuori una polaroid e disse, Hai mai visto questo ragazzo? Il riferimento a Terminator 2, appena uscito, fu palese”. “E ricordo che mi opposi a quella scena”, interviene Myers “c’erano due scene alle quali mi opposi fermamente. Quella e la macchina che investe la bici con Lara Flynn Boyle. Alla Paramount continuavano a dire, ci vuole qualcosa che faccia ridere come una bici investita da un’auto. E io, non puoi, non puoi, la comicità deve essere naturale alla sceneggiatura. Ma hanno avuto ragione loro”.
Michaels: “Alla prima proiezione test Mike aveva preparato tutta una serie di note, cambiamenti che voleva fare perché non pensava fosse abbastanza divertente. E venendo dalla tv eravamo tutti poco avvezzi ai risultati dei questionari. Ancora oggi fatichiamo a capire da dove escano questi numeri. E il capo della distribuzione che era lì fece invece, 83, andiamo a mangiare!” Aggiunge Myers: “Quello che disse fu, punteggio 83, sono numeri alla Ghostbusters! Andiamo a mangiare!! Ad essere onesto non ricordo tanto di quell’anno. Mio padre stava male durante le riprese e morì mentre il film stava uscendo. Erano sensazioni difficili, ogni volta che ricevevo una telefonata poteva essere una notizia terribile o la migliore del mondo. Ricordo di aver terminato il film e ricordo mio padre che moriva e poi io e Dana catapultati verso il successo come legati ad un missile”.
Conclude Michaels “Il successo del film fu dovuto in gran parte alla sua genuinità. Per come la vedo io un grande studio cinematografico è come uno zoo. La prima cosa che vuoi vedere sono i leoni perché sono i re della giungla. Poi gli orsi perché sono grossi e potenti e la terza sono le scimmie...”  A quel punto Myers e Carvey si fingono offesi, si alzano e se ne vanno, per poi tornare, “Sono sicuro intendessi in senso positivo.” Michaels: “Veramente quello che volevo dire sulle scimmie è che fanno ridere e capita che a volte iniziano a toccarsi davanti a te”. Una risata generale invade la sala e riscuote l’applauso più caloroso della serata. Che sia stato piantato il seme per Wayne’s World 3?