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Luca Svizzeretto
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Anno di produzione 2017

CHACUN SA VIE - EVERYONE'S LIFE COLCOA 2017

Pubblicato il 26/04/2017
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Un film di Claude Lelouch. Con Eric Dupond-Moretti, Johnny Hallyday, Nadia Farès, Jean Dujardin, Christopher Lambert, Antoine Duléry, Marianne Denicourt, Rufus, Chantal Ladesou, Gérard Darmon, Julie Ferrier, Stéphane De Groodt, Samuel Benchetrit, Jean-Marie Bigard, Déborah François, Liane Foly, Mathilde Seigner, Béatrice Dalle, Elsa Zylberstein, Zinedine Soualem.

CHACUN SA VIE - EVERYONE'S LIFE  COLCOA 2017 DAL NOSTRO CORRISPONDENTE A LOS ANGELES

Una parata all star del cinema francese è il cuore pulsante dell’ultima fatica di Claude Lelouch. Il leggendario maestro, con oltre cinquanta anni di carriera alle spalle, s’ispira ad alcuni processi giudiziari vissuti in prima persona e mette insieme una serie di vignette, di storie umane, spesso definite dal segno zodiacale, che s’intersecano a Beaune, cittadina della Borgogna. Con un costante festival jazz sullo sfondo a fare da fil rouge, le vite dei personaggi si intrecciano, si perdono e si ritrovano. Spaccati di vite, come quella della rockstar Johnny Hallyday e del suo sosia che si approfitta dell’ingenuità delle persone che incontra, o quella di una moglie tradita (Julie Ferrier), quella di un procuratore distrettuale alcolizzato (Christopher Lambert), quella di un medico (Jean-Marie Bigard) che crede fermamente nella risata come migliore medicina e che non perde occasione per raccontare barzellette sconce per alleviare il morale ai suoi pazienti. Tante, tantissime storie, superfluo elencarle tutte, anche perché il senso dell’operazione non sta nel racconto in pillola quanto nell’interazione tra i personaggi, che simboleggia come gli incontri, a volte solo apparentemente casuali, abbiano ripercussioni sulla vita degli altri. Lelouch assume il cosiddetto ruolo di mosca-sul-muro, di osservatore nell’ombra di personaggi che gravitano verso un tribunale, chi in qualità di giudice, chi di imputato, chi di giuria, chi di avvocato e di come nessuna di queste vite sia perfetta, come dietro la facciata si nasconda sempre qualche segreto, qualche scheletro dentro l’armadio. Il tribunale, simbolo ultimo del giudizio e della verità, sta lì a ricordarci quanto sia importante conoscere davvero le persone prima di emettere giudizi. L’essenza del film, si può dire, sia l’essenza della vita stessa. Certo durante questa lunga carrellata alcuni episodi funzionano meglio di altri e si finisce per affezionarsi ad alcuni piuttosto che ad altri. Si dice che raggruppare troppi volti noti in un sol film finisca per danneggiarne la riuscita e, di fatti, alcune scenette sono fini a sé stesse. Tuttavia la leggiadria del tocco di Lelouch rende il film godibile e il cast sembra crederci fino in fondo. Non passerà alla storia come una delle sue opere migliori, ma merita senz’altro la visione.
 


Link:
»http://www.colcoa.org/