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Luca Svizzeretto
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Anno di produzione 2019

DEUX MOI COLCOA 2019

Pubblicato il 26/09/2019
VotoVotoVotoVotoNo voto

Un film di Cédric Klapisch. Con François Civil, Ana Girardot, Eye Haïdara, Rebecca Marder, Pierre Ninet, Camille Cottin, François Berléand, Paul Hamy

DEUX MOI  COLCOA 2019 DAL NOSTRO CORRISPONDENTE A LOS ANGELES

Due persone, un ragazzo e una ragazza, soli in un grossa metropoli come Parigi. Entrambi con difficoltà a socializzare e ad uscire dal guscio, dai propri pensieri, entrambi con un bagaglio interiore che si portano dentro da piccoli. Abitano uno a fianco all’altro, ma non si conoscono, sempre ad un passo dallo sfiorare l’incontro. Sembrerebbe la classica trama di una commedia romantica, invece non lo è. Piuttosto che focalizzare l’attenzione sul classico canovaccio del lui incontra lei, si trovano, si piacciono e vissero felici e contenti, il film scava a fondo nelle personalità di entrambi, approfondendo le vite, le ansie e le paure di ciascuno.
Rémy (François Civil) lavora in un grande centro di smistamento (simile ad Amazon). Un giorno tutti i dipendenti vengono rimpiazzati da impiegati-robot in grado di fare lo stesso tipo di lavoro. Molti vengono licenziati, altri come Rémy vengono assegnati ad una postazione diversa (nel suo caso il call center dell’assistenza clienti). Rémy è un ragazzo timido, che ha difficolta ad aprirsi agli altri e afflitto da una perenne insonnia. Dopo uno svenimento in Metro il medico gli consiglia di consultare uno psicoterapeuta. Mélanie (Ana Girardot), invece, è una ricercatrice universitaria per la cura del cancro. Anche lei timida, ancorata al ricordo di una passata relazione dalla quale dipendeva completamente. Lei ha un problema opposto, dorme troppo. Quando i medicinali prescritti falliscono anche lei si rivolge ad un psicoterapeuta per imparare a socializzare di più e scavare nei traumi repressi. L’impressione è che i due siano fatti l’uno per l’altra e per tutto il film si rincorrono, si perdono, attraversano simili esperienze, si sfiorano, senza mai incontrarsi. Se si incontreranno o meno non è il fulcro del film. È invece l’analisi dell’essere umano, il pensare positivo e non immaginare sempre il peggiore degli scenari. Avere fede nella vita, amare sé stessi prima di poter essere amati. Non temere sempre di non essere all’altezza delle aspettative degli altri, credere di avere qualcosa da offrire, di avere lo stesso diritto di tutti ad essere felici. Il nuovo film di Cédric Klapisch è un inno alla vita, mascherato da storia d’amore. Un gioco continuo con le aspettative del pubblico, che seduce, diverte e fa riflettere.   


Link:
»http://colcoa.org