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Luca Svizzeretto
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Anno di produzione 2019

LA BELLE ÉPOQUE COLCOA 2019

Pubblicato il 03/10/2019
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Un film di Nicolas Bedos. Con Daniel Auteuil, Fanny Ardant, Guillaume Canet, Doria Tillier, Michaël Cohen, Pierre Arditi, Denis Podalydes, Jeanne Arènes

LA BELLE ÉPOQUE  COLCOA 2019 DAL NOSTRO CORRISPONDENTE A LOS ANGELES

Un inizio folgorante, reminiscente di SOS Fantasmi, che mette da subito in chiaro gli intenti e i toni di questa commedia piena di cuore e cervello. S’immagini un servizio a pagamento che, con l’aiuto della ricostruzione di costosi set cinematografici e l’impiego di tanti attori, possa ricreare qualsiasi periodo storico e catapultare il cliente in tale contesto, lasciando a lui o lei la scelta della parte da interpretare. Si può scegliere di essere Maria Antonietta durante il periodo vittoriano o essere catapultati nelle stanze decisionali tedesche durante la Seconda Guerra Mondiale; ad ognuno il suo. Oppure si può decidere di rivivere un episodio del proprio passato, magari l’incontro con l’amore di una vita, quale è la scelta del protagonista Victor Drumond (uno straordinario Daniel Auteuil). Un uomo ormai anziano, restio a qualsiasi innovazione tecnologica (telefonini, tablet, navigatori, instagram e twitter non fanno per lui), il quale riceve una prova gratuita dal figlio, investitore nella start up del miglior amico. E così si ritrova catapultato negli anni ‘70, al ristorante La Belle Époque di Lyon, dove incontrò la donna di cui si sarebbe follemente innamorato. Dapprima scettico e titubante, poco alla volta Victor si lascia andare e l’esperienza lo renderà un uomo diverso.
La Belle Époque esamina inevitabilmente rimorsi e rimpianti, di come la vita vada vissuta fino all’ultimo respiro, di come si guardi al passato sempre con indulgenza e malinconia quando bisognerebbe credere, come si dice, che il meglio debba ancora venire. Apprezzare quello che si ha davanti a non arrendersi al passare del tempo. Lo fa con toni frizzanti e un ritmo serrato, sempre in bilico tra la realtà e la finta scenica, in un gioco ad incastro perfettamente coreografato dal regista Nicolas Bedos e impreziosito dalla presenza magnetica di Doria Tillier. Per mantenere sempre alta l’attenzione Bedos manipola la linea temporale, usando flashback come possibili risvolti futuri che vanno ad informare il presente. È una tecnica che fa leva su repentini cambi di scena e permette continue sorprese. L’intera vicenda si svolge su diversi livelli narrativi: parallelamente al tuffo nel passato di Victor scorre la relazione tra l’attrice che interpreta la versione giovane della moglie e il regista che muove le fila dietro le quinte. Le storie si sovrappongono e intersecano andando a complicare ulteriormente motivazioni e sentimenti di ciascuno. Un film accattivante, irresistibile, che alla fine rischia anche di far scendere la lacrimuccia.



Link:
»http://colcoa.org