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Luca Svizzeretto
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ARRIVA NELLE SALE 'SCORIE IN LIBERTA'' DI GIANFRANCO PANNONE

Pubblicato il 09/10/2012
Redazione
ARRIVA NELLE SALE 'SCORIE IN LIBERTA'' DI GIANFRANCO PANNONE
Il documentario 'Scorie in Libertà - L'incredibile avventura del nucleare in Italia' di Gianfranco Pannone, dopo la partecipazione a diversi festival cinematografici, tra cui Cinemambiente e la Mostra del Nuovo Cinema di Pesaro, arriva finalmente nelle sale italiane.
Fino all'11 ottobre il film rimarrà in programmazione a Roma per poi approdare in altre città d'Italia. Grazie alla distribuzione KimeraFilm (in collaborazione con Arci Ucca), nelle prossime settimane il documentario arriverà a Bergamo, Bologna, Cagliari, Caserta, Gaeta, Latina, Mantova, Milano, Padova, Pisa, Rimini, Salerno, Taranto, Torino, Trieste.
Un grande successo, quindi, per un film che ha avuto tre anni di gestazione e che purtroppo, come molti documentari in Italia, ha incontrato notevoli difficoltà nella distribuzione, come sottolinea lo stesso regista Gianfranco Pannone: "Dopo più di tre anni di gestazione, esce finalmente Scorie in libertà, forse il mio film documentario con il percorso più tormentato: prima abbandonato  da produzioni, sponsor ed enti pubblici per via dell'accordo Belusconi/Sarkozy sul nucleare civile; poi, dopo la tragedia di  Fukushima e il referendum popolare che in Italia ha di nuovo spazzato via il nucleare, boicottato da un paio di festival importanti... Il perché di tutto questo? Da noi parlare di nucleare significa affrontare qualcosa che è considerato vecchio (ma le scorie sono ancora lì!), ma anche toccare interessi, locali e nazionali, che di fatto nascondono qualcosa di grave, indicibile: molti nostri territori sono altamente inquinati e dunque assai pericolosi per la salute pubblica! Il territorio a nord di Latina, per giunta a pochi chilometri dal Parco Nazionale del Circeo, per esempio, è uno di questi: per anni c'è stato un vero e proprio disinteresse intorno alla centrale nucleare di Borgo Sabotino, ora in dismissione, ed è mancata qualsiasi informazione sulle condizioni delle terre circostanti a proposito della presenza di radionuclidi, per esempio. Perché? Semplicemente, se si andasse un po' più a fondo, bisognerebbe intervenire pesantemente su quell'area! Come verrebbe giustificata la presenza di pesci deformi, come si racconta nel mio stesso film, nel canale di scolo della centrale nucleare di Borgo Sabotino? Come si giustificherebbe, sempre da quelle parti, un'incidenza di tumori, specie alla tiroide, più ampia della media nazionale? Insomma, nella città dove sono cresciuto e dove negli anni ottanta sono stato un fiero militante antinuclearista, accade né più né meno ciò che abbiamo constatato nella provincia di Caserta con la "monnezza" camorrista, a Casale Monferrato con i morti per amianto, a Taranto con le acciaierie dell'Ilva... Mi chiedo come mai ancora oggi sul territorio intorno al sito nucleare di Borgo Sabotino e sulle insopportabili omertà che lo circondano da anni, non sia ancora intervenuta la magistratura! Insomma, deve pensarci solo il cinema a smuovere un po' le acque in questo Paese sempre più avvelenato?"
"Si può ancora parlare in Italia di cinema civile? Secondo me sì. Oggi più di ieri, credo che noi autori dobbiamo sporcarci un po’ più le mani guardandoci intorno con maggiore attenzione. Io ci ho provato per più di vent’anni, ma con un occhio antropologico rivolto soprattutto alla storia grande e piccola del Nostro Paese. Con Scorie in libertà mi assumo una responsabilità maggiore, adottando la forma del diario in prima persona e stando attento non solo al passato ma anche a un presente che rivela problemi irrisolti, sia di salute che di sicurezza, per incapacità o ipocrisia, come è nel caso dell’area nucleare di Borgo Sabotino, alle porte di Latina; un luogo dove parlare di contraddizioni è dire poco e che vede responsabili sia i politici che i suoi cittadini. Qualcosa di simile accade in questi giorni all’Ilva di Taranto, un altro sito industriale, ancora vivo, dove gli anni d’oro, quelli del boom, distano ormai anni luce".