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MATTEO VICINO PRESENTA LA SUA 'YOUNG EUROPE'

Pubblicato il 09/05/2013
Giusy Genovese
MATTEO VICINO PRESENTA LA SUA 'YOUNG EUROPE'
Realizzato nell’ambito del Progetto Icaro, campagna di sicurezza stradale arrivata alla sua tredicesima edizione grazie al sostegno della Polizia Stradale con i Ministeri delle Infrastrutture e dei Trasporti, dell’Istruzione e alla Fondazione ANIA per la sicurezza stradale, con il coordinamento scientifico del Dipartimento di Psicologia della Sapienza, Università di Roma e la collaborazione del MOIGE, Young Europe si presenta come una grande operazione di prevenzione della Polizia di Stato, nonché come primo lungometraggio al mondo a essere finanziato da un governo e dalla Commissione Europea.
Scritto e diretto da Matteo Vicino, la pellicola verrà proiettata in circa 80 città italiane e in 120 matinée nelle scuole, in modo da tale da coinvolgere oltre 50.000 studenti, principali destinatari di un messaggio dal forte significato educativo ed emotivo.
Al termine della proiezione, tenutasi alla Casa del Cinema, il regista, parte del cast, il capo della polizia stradale d.ssa Elisabetta Ricci, il vice questore aggiunto dott. Vittorio Rizzi e il segretario Generale della Fondazione Ania per la Sicurezza Stradale dott. Umberto Guidoni hanno illustrato il particolare percorso didattico scaturito poi in un lungometraggio.  

“Young Europe è un progetto di formazione dalla doppia anima: didattica ed emozionale. Nasce come progetto di formazione; abbiamo somministrato  ai giovani dei questionari riguardanti i loro comportamenti alla guida e la loro percezione sulla sicurezza “ – afferma il dott Rizzi – “in seguito abbiamo voluto rivolgerci a un artista per poterne farne un film. La pellicola è un prodotto autoriale che funge da attivatore emozionale su temi  come quello della sicurezza stradale che tocca a tutti molto da vicino. In particolare ai giovani”. 

 Matteo Vicino: “In un Italia dove si fanno e si preferiscono solo commedie, sono onorato di presentare un prodotto anche sotto alcuni punti di vista scomodo e coraggioso.  Young Europe è costato quasi quanto un cortometraggio, presenta un cast di attori giovani, ma talentuosi e ad aiutarci c’erano 5 stagisti. Siamo perfettamente consapevoli delle sue sbavature, ma spero venga giudicato nel suo insieme. Non è la prima volta che la polizia usa il mezzo audiovisivo per raggiungere il pubblico. Spesso gli uomini con la divisa sono vittime di pregiudizi e non sono ben visti, soprattutto dai più giovani; noi con questo film abbiamo voluto far conoscere anche la loro parte “salvifica”, angeli sulla terra che ogni notte cercano di evitare tragedie umane”.  

Il capo della polizia stradale aggiunge: Abbiamo intrapreso questa esperienza in quanto tutti i giorni ci troviamo di fronte a problematiche legate alla sicurezza stradale. Questione che il governo dovrebbe assolutamente mettere in agenda e affrontare nel più breve tempo possibile.  La polizia fa i salti mortali per cercare di ridurre questa strage. Ci vuole maggiore consapevolezza da parte di tutti. Attivare tutti gli strumenti possibili. Young Europe è un vero punto di riferimento per i più giovani. Per veicolare al meglio il messaggio, una struttura pubblica come la polizia stradale e una struttura privata, ovvero il mondo assicurativo amalgamato con un percorso artistico hanno deciso di unire le loro forze”.

Umberto Guidoni: “Gli attori hanno interpretato il loro ruolo sapendo il messaggio che stavano trasmettendo e il loro coinvolgimento traspare appieno. Il film rapisce e colpisce il target al quale volevamo rivolgerci. Uno dei commenti è stato “un film da vedere ogni giorno. Siamo rimasti molto gratificati da come è stato accolto. Vogliamo che i giovani siano consapevoli delle loro scelte. Un terzo delle persone che perde la vita sulle strade non arriva a 20 anni. Io posso aggiungere di essermi cimentato in un mondo nuovo. È complicato chiamarci produttori ma ho iniziato a capire come funzionano la distribuzione e la produzione nel cinema”

Si può parlare di Cinema come trasferimento di un messaggio sociale? 

Risponde il dottor Umberto Guidoni: “Assolutamente. E deve essere la strada da perseguire. La fondazione Ania dal 2004 ha come obiettivo quello di cercare una comunicazione efficace con i giovani. Con loro non funzionano le prediche. Bisogna far capire ai giovani i pericoli che si celano dietro a una scelta stupida come rispondere al cellulare o non allacciare il casco. Devono capire le conseguenze delle loro scelte e lasciarli liberi di scegliere. Ma per far arrivare loro questo messaggio bisogna passare attraverso le loro emozioni. Qualcosa che sia emotivo e formativo al tempo stesso”. 

Vicino: “Dovevo spiegare cosa succede nel momento in cui muore qualcuno. Vedere quel lenzuolo steso ogni giorno. Sentire quel campanellino ogni giorno. Abbiamo voluto che la scena finale colpisse nel profondo lo spettatore. Che fosse commovente, proprio perché sono reali. I morti sono reali. Genitori che arrivano a non riconoscere i loro figli morti. In Italia ogni giorno muoiono due giovani da 0 a 22 anni vittime di incidenti stradali. Una realtà che non si può tenere più nascosta”.

Nel corso della pellicola viene anche mostrata la dipendenza quasi ossessivo – manicale per facebook e tutti gli altri social network. Possiamo notare in particolare in Josephine il suo quasi vivere in simbiosi al cellulare , attaccamento morboso che la porterà a causare un incidente mortale. Emblematiche due scene: la ragazza a tavola con il pc di fronte al piatto e due amiche che chiacchierano senza nemmeno guardarsi negli occhi, bensì con lo sguardo costantemente fisso ai due pc. Noi di Filmhousetv chiediamo una riflessione su questo argomento e domandiamo se sono aumentati  gli incidenti stradali da quando c’è la possibilità di usufruire di internet al cellullare.

Rizzi:  “facebook ha portato a una rivoluzione che non si sa dove può arrivare”. 

Ricci:  “l’uso del cellulare alla guida è ormai diventata la prima causa. È come guidare bendati. Distrae dalla strada quella manciata di secondi che può essere fatale”. 

Guidoni: “l’importanza di questo film sta nel fatto che si focalizza su una vasta gamma di argomenti. Parla di legalità, di rapporti genitori – figli, della dipendenza ai social network, di bulimia. L’obiettivo positivo è che quei bambini che sorridono felici e spensierati alla fine del film siano i nostri figli e che abbiano un futuro migliore”.

Rizzi: “il linguaggio dei social network è il linguaggio nativo dei giovani. La loro quotidianità. Il film mette in luce questa eccessiva dipendenza. Ogni stagione, ogni generazione ha avuto le sue ossessioni. Si spera passino in fretta”

Young Europe grazie a google e Youtube potrà essere visto gratuitamente anche online su youtube.