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Luca Svizzeretto
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Anno di produzione 2015

EN MAI FAIS CE QU'IL TE PLAIT - COME WHAT MAY COLCOA 2016

Pubblicato il 20/04/2016
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Un film di Christian Carion. Con August Diehl, Olivier Gourmet, Mathilde Seigner, Alice Isaaz, Matthew Rhys, Joshio Marlon, Thomas Schmauser, Laurent Gerra, Jacques Bonnaffé, François Godart.

EN MAI FAIS CE QU'IL TE PLAIT - COME WHAT MAY  COLCOA 2016 DAL NOSTRO CORRISPONDENTE A LOS ANGELES

Nel maggio del 1940 l’esercito delle SS tedesche invasero il Belgio e la Francia attraverso la Foresta delle Ardenne; la guerra che incalzava costrinse otto milioni di francesi ad un esodo su larga scala, che li vide abbandonare le proprie case e cercare rifugio in qualche città più a sud sperando che il conflitto fosse terminato nel momento in cui avessero raggiunto la destinazione. L’esito fu ben diverso, come il decorso della Seconda Guerra Mondiale ci insegna. In questo scenario si svolge la storia di un padre, Hans (August Diehl) e di un figlio, entrambi di origine tedesca, i quali fuggono dalla Germania a causa delle idee sovversive dell’uomo per trovare rifugio in un piccolo villaggio francese, spacciandosi per belgi. Quando la vera origine di Hans viene scoperta, questi viene arrestato e separato dal figlio, il quale invece resta nel villaggio sotto la custodia di una maestrina elementare. La guerra irrompe e sotto la guida del sindaco Paul (Olivier Gourmet) tutti gli abitanti del villaggio iniziano il loro esodo. Nel frattempo le prigioni vengono aperte e Hans riesce a fuggire e a scampare ai bombardamenti. Ha così inizio la ricerca di un padre del proprio figlio, ognuno inconsapevole, ma fortemente convinto che l’altro sia ancora vivo.
Il film mostra gli effetti della guerra sulla gente comune e, come La vita è bella prima di lui, pone al centro della storia un padre e un figlio, un amore capace di sopravvivere persino ad uno dei conflitti bellici più atroci della Storia. È inevitabile non riuscire a trattenere le lacrime in più di un’occasione. Il regista e sceneggiatore Christian Carion costruisce il racconto su due storie parallele, quella di Hans che trova un alleato nel soldato scozzese Percy (Matthew Rhys) e quella degli abitanti del villaggio in viaggio verso la propria meta, che sono di fatto esposti maggiormente a improvvisi attacchi, sia dal cielo che dai panzer tedeschi a terra. Si dice che bisogna guardare al passato per comprendere il presente e la recente diaspora dei rifugiati siriani fa riflettere su come certi scenari si ripetano costantemente. E seppur a volte il film sembri sciogliere nodi narrativi con coincidenze fortuite, ciò nulla toglie alla potenza del messaggio. A volte certe preghiere vengono ascoltate. Carion cala poi l’asso nella manica: le immagini già di per sé intense sono accompagnate dalle musiche del maestro Ennio Morricone, il quale sottolinea ogni passaggio con delicatezza e magnificenza, come solo lui è in grado di fare. Si tratta di fatti realmente accaduti (il regista ha tratto ispirazione dall’esperienza vissuta in prima persona dalla propria madre), di una pagina storica che non va dimenticata, ma soprattutto del rapporto indistruttibile tra genitore e figlio, un tema che al cinema scioglie anche i cuori più duri.

Link:
»http://www.colcoa.org/