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Luca Svizzeretto
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Anno di produzione 2016

THE BIRTH OF A NATIONIL PASSATO CHE RIAFFORA

Pubblicato il 09/10/2016
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Un film di Nate Parker. Con Nate Parker, Armie Hammer, Penelope Ann Miller, Jackie Earle Haley, Mark Boone Jr., Colman Domingo, Aunjanue Ellis, Dwight Henry, Aja Naomi King, Esther Scott, Roger Guenveur Smith, Gabrielle Union.

THE BIRTH OF A NATION IL PASSATO CHE RIAFFORA DAL NOSTRO CORRISPONDENTE A LOS ANGELES

Tanto è stato scritto e raccontato sul periodo della schiavitù dei neri negli Stati Uniti, un peccato che non è ancora stato espiato, tanto che il senso di colpa collettivo ha portato in tempi recenti un film di media fattura come 12 anni schiavo a vincere l’Oscar. The Birth of a Nation è un film decisamente migliore. È un film che ha passione e fuoco che arde sotto la pelle. Più violento, ma che lascia il momento più atroce (uno stupro) fuori campo, più vero, più genuino; é il pugno nello stomaco che solo Nate Parker avrebbe potuto realizzare. Parker lo scrive, dirige, produce e interpreta, è chiaramente la sua scelta di forma di protesta, a cominciare dal titolo, preso in prestito da un film di propaganda del 1915 a favore del Ku Klux Klan, che non lascia scappatoie, in una nazione che dal razzismo non si è mai veramente emancipata.
Parker interpretata Nat, uno schiavo nella Contea di Southampton in Virginia, il quale da bambino ha la passione per la lettura. Questa peculiarità provoca nella moglie del proprietario della piantagione (Penelope Ann Miller) il desiderio di farne il proprio progetto personale, ovvero avvicinarlo agli insegnamenti della religione. Una volta cresciuto Nat, seppur non esente al destino di schiavo, diventa un predicatore, in grado di diffondere la parola del Signore, unico conforto per gli schiavi. La voce si sparge tra gli altri padroni di piantagioni, che cercano un modo di placare gli animi più ribelli. A Samuel Turner (Armie Hammer), padrone di Nat, viene quindi offerto di portare il suo schiavo, dietro compenso, a leggere passaggi delle sacre scritture scelte ad hoc, di modo che gli schiavi accettino la propria situazione. Testimone degli atti più atroci verso i suoi fratelli, Nat trova nella Bibbia anche l’impulso per organizzare una ribellione di massa.
Il film di Parker scatena quella rabbia quale un film di questo genere dovrebbe fare. Lì è dove eccelle, nel provocare una reazione viscerale. Dove pecca è nel montaggio e nella direzione della storia, che a tratti perde di vista l’obiettivo principale, tuttavia perdonabile considerando come Parker sia all’esordio dietro la macchina da presa. Un film che merita di essere affiancato ai predecessori che hanno avuto il coraggio di mostrare le barbarie di un passato che, purtroppo, ancora non può essere considerato completamente tale.


 


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