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Luca Svizzeretto
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Anno di produzione 2017

T2 TRAINSPOTTING AMARA RIFLESSIONE SUL TEMPO PASSATO, PIÙ DI QUANTO LASCI INTENDERE

Pubblicato il 11/03/2017
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Un film di Danny Boyle. Con Ewan McGregor, Jonny Lee Miller, Ewen Bremner, Robert Carlyle, Anjela Nedyalkova, Kelly Macdonald, Shirley Henderson, James Cosmo, Scot Greenan, Ben Skelton, Logan Gillies, Aiden Haggarty, Daniel Smith, Elijah Wolf, Tereza Duskova, Katie Leung.

T2 TRAINSPOTTING  AMARA RIFLESSIONE SUL TEMPO PASSATO, PIÙ DI QUANTO LASCI INTENDERE DAL NOSTRO CORRISPONDENTE A LOS ANGELES

Mark Renton (Ewan McGregor) torna ad Edimburgo a vent’anni dalla fuga col malloppo che segnò il tradimento degli amici d’infanzia e di droghe. Ha motivi personali per rimettere piede in città, ma ha anche, forse, un legame ancora vivo con quello che gli amici rappresentarono, un’appartenenza nei confronti del più ingenuo Spud (Ewen Bremner) e verso ‘Sick Boy’ Simon (Jonny Lee Miller) con il quale era letteralmente cresciuto. E poco conta se Francis ‘Franco’ Begbie (Robert Carlyle) è in cerca di vendetta.
Il successo di Trainspotting e l’immediato status di cult movie che fu in grado di raggiungere ha molto a che fare con il periodo in cui il film uscì. Fu un film straordinario, ma rappresenta inevitabilmente una fotografia di quel tempo. Verso la fine il protagonista Renton recitava la battuta, “il mondo sta cambiando”. Il fatto è che il mondo, ad oggi, è cambiato. Fare una versione aggiornata del mantra “scegliete la vita”, corredata di vizi e gadget del mondo odierno come l’iPhone, non basta a rendere questo sequel un film di pari livello. Boyle e compagnia hanno sempre saputo di non potere competere con l’originale, uno dei motivi per cui ci è voluto così tanto tempo, scelgono quindi la strada dell’autoreferenzialità, l'autocitazionismo. Prende di petto il confronto, integrandolo nella trama. T2 Trainspotting è un film pieno di rimandi al primo capitolo, dagli accenni musicali alla colonna sonora del tempo, tanto potente quanto lo fu il film stesso, alle scene dell’epoca che si sovrappongono alle avventure attuali. Lo stile visionario di Boyle è immutato: il montaggio “stop and go” che detta la narrazione, il bombardamento visivo, l’umorismo. Fa sicuramente piacere ritrovare i personaggi, molta enfasi è posta sul sentimento di amicizia, vero tema portante, e l’effetto nostalgia non va sottovalutato, ma non riesce mai a decollare, ad avere la stessa presa, la stessa morsa. Ad un certo momento il regista mette in bocca a Renton l’affermazione che bisogna ammettere a sé stessi di essere tossicodipendenti e che l’unico modo per smettere di farsi è incanalare la dipendenza in qualcos’altro, uno sport, una passione. È forse il momento più riuscito, in qualità di lezione di vita, che possa essere affiancato alla parabola del primo film. Il resto è, ahinoi, tanto rumore per nulla. Sia chiaro non è un brutto film, la buona volontà non manca, ma al tempo stesso non ha lo stesso impatto. E come potrebbe? Come detto in apertura, il mondo che circonda i personaggi, e di conseguenza noi che li guardiamo, è cambiato radicalmente. Sono cambiate abitudini, i sogni sono infranti, la situazione geopolitica è cambiata. L’unica che rappresenta l’attualità è anche l’unico nuovo personaggio, ovvero la pseudo ragazza di Sick Boy, Veronika (Anjela Nedyalkova), giunta in Scozia dalla Bulgaria, simbolo di una contaminazione di culture globale (si veda anche il ritorno di Renton in patria salutato da hostess slave che invitano al turismo). L'operazione è fatta col cuore, ma ha lo stesso effetto di un remix musicale, interessante, ma impotente davanti all’originale. 

Link:
»http://www.sonypictures.com/movies/t2trainspotting/