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Luca Svizzeretto
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Anno di produzione 2017

UN SACCHETTO DI BIGLIE - UN SAC DE BILLES COLCOA 2017

Pubblicato il 30/04/2017
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Un film di Christian Duguay. Con Dorian Le Clech, Batyste Fleurial, Patrick Bruel, Elsa Zylberstein, Bernard Campan, Kev Adams, Christian Clavier, César Domboy, Ilian Bergala, Emile Berling, Coline Leclère.

UN SACCHETTO DI BIGLIE - UN SAC DE BILLES  COLCOA 2017 DAL NOSTRO CORRISPONDENTE A LOS ANGELES

Ci troviamo in un momento storico nel quale la gente sembra voler dimenticare il passato, rischiando che il passato si ripresenti, ritorni con gli stessi errori e le stesse conseguenze, senza che la lezione sia stata imparata. Mai dimenticare le atrocità che ha portato la Seconda Guerra Mondiale perché, diciamolo, con l’aria che tira, in Europa, in America, nel mondo, potrebbero ripetersi.
Un sacchetto di biglie è tratto dalle memorie di Joseph Joffo, sopravvissuto insieme ai suoi fratelli all’Olocausto durante l’occupazione tedesca della Francia. Ancora piccolo, appena dieci anni, viene fatto scappare dai genitori insieme al fratello di poco più grande perché, con l’arrivo delle truppe naziste, dividersi sembra la soluzione migliore. I fratelli maggiori hanno già trovato rifugio nella Repubblica di Vichy e il patto è quello di ricongiungersi dopo il lungo viaggio. Inizia così l’avventura di Jo e Maurice attraverso il pericolo, celato ad ogni angolo, di essere scovati e perseguitati in quanto ebrei. Vediamo quindi le barbarie della guerra attraverso lo sguardo innocente di un bambino, al quale, inizialmente, ancora non è ben chiaro il perché la sua fede lo costringa a dover abbandonare i genitori e la vita spensierata a cui era abituato. Grazie agli incontri giusti, un po’di fortuna e un po’ di furbizia attraversano diverse situazioni, venendo anche catturati e trovandosi ad un passo dall’essere deportati in un campo di concentramento. È una storia di coraggio e innocenza, quelle qualità che da piccoli rendono invincibili. Alla fine della guerra Joseph imparerà non solo l’importanza della propria identità, ma anche compassione, altruismo, che non lasciano posto a risentimento. È facile intuire come questo film trovi la sua forza maggiore in due giovani protagonisti, Dorian Le Clech e Batyste Fleurial, che davvero bucano lo schermo, che rendono lo spettatore parte integrante di una famiglia divisa e poi riunita e poi ancora divisa, sempre con la speranza di ritrovarsi, sempre con la paura che questo non avvenga. E poi c’è quel legame di sangue tra due fratelli, capace di vincere i momenti più bui che rappresenta la guerra. Grande performance anche della star francese Patrick Bruel che rende il suo ruolo di padre particolarmente incisivo nelle lezioni che impartisce ai propri figli. Un film che tocca il cuore e il cervello, pur scegliendo una narrazione classica; storie vere di questo tipo meritano di trovare sempre spazio al cinema.


Link:
»http://www.colcoa.org/