Housetv
Filmhousetv
Horrorhousetv
Scifihousetv
Dramahousetv
Comedyhousetv
Animationhousetv
Thrillerhousetv
Serialhousetv
Soccerhousetv
Nazionalehousetv
Interhousetv
Milanhousetv
Juventushousetv
Napolihousetv
Romahousetv
Laziohousetv
Luca Svizzeretto
background
Logo
Anno di produzione 2017

DALIDA COLCOA 2017

Pubblicato il 30/04/2017
VotoVotoVotoMEzzo votoNo voto

Un film di Lisa Azuelos. Con Sveva Alviti, Riccardo Scamarcio, Jean-Paul Rouve, Nicolas Duvauchelle, Alessandro Borghi, Valentina Carli, Brenno Placido, Niels Schneider, Michaël Cohen, Davide Lorino, Vincent Perez, Simone Gisoni, Haydee Borelli

DALIDA  COLCOA 2017 DAL NOSTRO CORRISPONDENTE A LOS ANGELES

Il film biografico di Lisa Azuelos su quell’anima fragile che è stata la cantante franco-italiana Dalida (al secolo Iolanda Gigliotti) sbarca al Colcoa Film Festival dopo il tanto bistrattato passaggio televisivo italiano. Azuelos prende di petto il genere biografico, partendo dallo spunto di una donna “morta due volte”; così il film si apre sul primo tentativo di suicidio a soli 34 anni e si chiude su quello che poi le tolse la vita per sempre a 54 anni. Nell’arco del film un condensato di vita fatto di successi, male di vivere e quegli amori (tra i quali Luigi Tenco) nei quali Dalida si buttava a capofitto, messo in scena sempre con rispetto e atteggiamento reverenziale. Alla regista non sembra interessare ricostruire per filo e per segno ogni singolo tassello dell’esistenza, ma piuttosto catturare l’essenza di una donna che si dava completamente al suo pubblico, apparendo sempre perfetta, impeccabile, la quintessenza di una star, nonostante andasse avanti con la tristezza nel cuore. Quel fare buon viso a cattivo gioco, già difficile in condizioni normali, era amplificato ancor di più dalla sua condizione perennemente sotto i riflettori. La cattura del padre in giovane età, i partner morti suicidi, l’incapacità di aver figli dopo una gravidanza interrotta perché non era il momento e non era con l’uomo giusto, la vita di Dalida è stata costellata da episodi che ne hanno accentuato il profondo disagio interiore. Eppure andava avanti, affermando la sua femminilità, la sua indipendenza, rivendicando il diritto ad una vita, per così dire, normale in un periodo storico nel quale le donne non avevano la stessa libertà e i pari diritti di oggigiorno. Si può accusare la regista di aver fatto un film troppo di parte o un film didascalico, un bignami della complessità di un personaggio così imponente quale è stato Dalida, tuttavia abbiamo trovato il taglio dato alla pellicola adeguato ad un pubblico che si avvicina alla cantante per la prima volta. Nella sua versione originale, lontana quindi da un doppiaggio improbabile, tanto criticato in Italia, l’interpretazione di Sveva Alviti appare convincente e la ricostruzione delle varie ere, da quella melodica a quella dance degli anni settanta, ben curata. Il pubblico del festival ha saputo apprezzare; forse il film meriterebbe una seconda visione, mettendo da parte i pregiudizi.

 


Link:
»http://www.colcoa.org/