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Luca Svizzeretto
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Anno di produzione 2019

LES MISERABLES COLCOA 2019

Pubblicato il 24/09/2019
VotoVotoVotoVotoVoto

Un film di Ladj Ly. Con Damien Bonnard, Alexis Manenti, Djibril Zonga, Almamy Kanouté, Issa Perica, Al-Hassan Ly, Raymond Lopez, Jeanne Balibar

LES MISERABLES  COLCOA 2019 DAL NOSTRO CORRISPONDENTE A LOS ANGELES

Serata d’apertura col botto al Colcoa French Film Festival con Les Misérables di Ladj Ly, pellicola scelta per rappresentare la Francia ai prossimi Academy Awards, già vincitore del premio della giuria a Cannes. Standing ovation e dieci minuti di applausi a fine proieizone.
L’autore prende in prestito il titolo dall’opera di Victor Hugo, portando in scena i “miserabili” di oggi, quelli che vivono nelle case popolari, ai margini della società, dimenticati da tutti. Montfermeil, il quartiere di Parigi dove è ambientata la storia è anche dove il regista è cresciuto, una realtà che conosce fino in fondo. Il che spinge a pensare a cosa avesse visto Hugo ai suoi tempi, al punto da ispirare la sua di opera. Cambiano i personaggi, ma la storia si ripete. Nel degrado di questo quartiere convivono uomini della legge senza scrupoli e senza morale, criminali di bassa lega, la Fratellanza Musulmana e ragazzini cresciuti per strada che li osservano. Il film segue la prima giornata di pattuglia dell’agente Ruiz (Damien Bonnard), appena trasferitosi nel nuovo dipartimento, mentre siede in macchina con i due colleghi veterani Chris (Alexis Manenti) e Gwada (Djebril Zonga). Il furto di un cucciolo di leone da un circo di gitani di passaggio rompe gli equilibri e porta in superficie tutto l’odio covato dentro per troppo a lungo. 
Per essere alla sua opera prima, Ladj Ly realizza un film pressochè perfetto, dove ogni pezzo del puzzle si incastra alla perfezione, dove ogni scelta registica, ogni inquadratura non solo reclama il suo diritto di esistere nell’insieme, ma viene ripagata in una esplosiva parte finale. Si pensi alla sequenza d’apertura ad esempio, solo in apparenza disgiunta dal resto della storia, qui vediamo ogni razza e cultura convergere nel centro di Parigi per celebrare Les Bleus alla partita dei mondiali. Algerini, neri, bianchi, musulmani, tutti con la bandiera della Francia. Tutti francesi. Una sequenza che purtroppo si scontra con la realtà di ciò che segue. La tensione tra comunità diverse sale come una pentola a pressione ed esplode quando non può essere più contenuta. Sembra quasi di assistere alla versione francese di Fa’ la cosa giusta di Spike Lee. Fare la cosa giusta però non fermerà la rabbia, come osserva uno dei personaggi. In questo microcosmo che riflette la natura umana non ci sono buoni e cattivi, angeli e demoni. In questa parabola nessuno è dalla parte del giusto. Di certo non lo è la polizia che abusa del proprio potere e che non conosce altro modo di gestire una situazione ingestibile, non lo è il boss del quartiere che si fa chiamare “il sindaco”, il quale mantiene una finta pace attraverso loschi affari e mazzette. E di riflesso non lo possono essere i bambini che dovrebbero attraversare l’età dell’innocenza e invece quell’innocenza l’hanno persa da un pezzo. Solo cambiando il mondo attorno a loro si può evitare che perpetuino la stessa violenza. Les Misérables è un film incredibilmente potente, appagante, viscerale con un finale che ci spinge a guardarci intorno e dentro. 
Attualmente in giro per vari festival (tra i quali quello di Milano svoltosi a Giugno), il film avrà la sua replica all’interno del Colcoa French Film Festival il 27 Settembre, per uscire in patria il 20 Novembre.




Link:
»http://colcoa.org