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Luca Svizzeretto
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Anno di produzione 2019

PAPICHA COLCOA 2019

Pubblicato il 30/09/2019
VotoVotoVotoVotoNo voto

Un film di Mounia Meddour. Con Lyna Khoudri, Shirine Boutella, Amira Hilda Douaouda, Zahra Manel Doumandji, Yasin Houicha, Marwan Zeghbib, Samir El Hakim, Meriem Medjkrane, Malek Ghellamat

PAPICHA  COLCOA 2019 DAL NOSTRO CORRISPONDENTE A LOS ANGELES

Anni ‘90, Algeria. Gli estremisti islamici seminano il terrore nelle strade, spesso ricorrendo alla violenza, al fine di limitare qualsiasi diritto umano per le donne e imporre i propri dettami. Si tratta di quella che verrà definita la Decade Nera, la Guerra Civile in Algeria. Alcune ragazze universitarie non ci stanno e si ribellano al clima d’oppressione. In particolare Nedjma (Lyna Khoudri) non riesce a controllare il proprio disappunto, a costo di rischiare la vita. La ragazza sogna di diventare una fashion designer, desiderio di un spirito libero che si scontra pesantemente con il proliferare dei militanti della Jihad. La sua sfilata di moda, che dovrebbe essere solamente un vezzo di un’aspirante designer, diventa il simbolo della protesta. Portarla a termine diventa un presa di posizione, anche a costo di mettere in serio pericolo l’incolumità di tutte le studentesse. 
Liberamente ispirato alle vicende personali della regista Mounia Meddour, che quella decade l’ha vissuta sulla propria pelle, il film trasmette un grande amore per la propria patria (sarebbe facile fuggire e cercare la libertà altrove, come molti giovani fecero al tempo) e la forza di schierarsi in prima persona per una giusta causa. Il racconto si apre e chiude con il punto di vista di Nedjma. La ragazza non è una sovversiva, non è una agitatrice, è una ragazza normale a cui piace divertirsi, andare a ballare, con un sogno nel cassetto e il desiderio di vivere la propria vita come tutti. La ribellione esplode quando tutto il mondo intorno sembra crollare. È un’eroina involontaria, non lo vuole essere infatti, la sua non è una battaglia politica, ma un’insurrezione verso il radicalismo, verso l’oppressione della donna ridotta ad oggetto. L’affermazione del diritto a vivere contro gli estremisti che usano la religione come scusa, interpretandola a proprio piacimento. Papicha (che si potrebbe tradurre con un colloquiale pischella) è un film di grande forza d’unione, di manifestazione del potere che hanno le donne, che in fondo è quello che fa paura a chi le vorrebbe in catene. Un film intenso che porta alla luce un periodo difficile per l’Algeria e che purtroppo riflette un sentimento che in alcune parti del mondo non è ancora estinto.


Link:
»http://colcoa.org