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Luca Svizzeretto
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Anno di produzione 2019

THE IRISHMAN IL GRANDE CINEMA DI MARTIN SCORSESE SI FA CONTEMPLATIVO

Pubblicato il 16/12/2019
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Un film di Martin Scorsese. Con Robert De Niro, Al Pacino, Joe Pesci, Harvey Keitel, Ray Romano, Bobby Cannavale, Anna Paquin, Stephen Graham, Stephanie Kurtzuba, Jack Huston, Kathrine Narducci, Jesse Plemons, Domenick Lombardozzi, Paul Herman, Gary Basaraba, Lucy Gallina, Dascha Polanco, Sebastian Maniscalco, Steven Van Zandt, Patrick Gallo.

THE IRISHMAN  IL GRANDE CINEMA DI MARTIN SCORSESE SI FA CONTEMPLATIVO DAL NOSTRO CORRISPONDENTE A LOS ANGELES

Uno dei più grandi misteri irrisolti della storia americana, la scomparsa del sindacalista Jimmy Hoffa, attraverso il racconto dell'irlandese Frank Sheeran, braccio destro del crimine organizzato, ormai anziano e reminiscente del passato.
Dietro le quinte The Irishman è una rimpatriata tra amici, l’occasione per Martin Scorsese di riunire a sé tutti i suoi attori storici, Robert De Niro, Joe Pesci, Harvey Keitel e di lavorare per la prima volta con un’altra icona del cinema, Al Pacino. Non è il canto del cigno del regista, ma poco ci manca. È un film della maturità, se così si può dire, in tutti i sensi. È un film molto riflessivo, contemplativo, crepuscolare, che entra di diritto tra le opere classiche del regista, ma al tempo stesso manca di quella vivacità che aveva Quei Bravi Ragazzi o anche The Wolf of Wall Street in tempi più recenti. La troppa libertà concessagli da Netflix, l’unica disposta a finanziare il film dopo anni di gestazione e false partenze, finisce per danneggiare il risultato finale. Ci siamo sempre schierati a favore della libertà creativa, puntando il dito contro l’invadenza delle major, ma in questo caso avrebbe fatto comodo un’opinione esterna che indicasse accorciamenti mirati per evitare la sbrodolata. Nella sua lunga durata c’è tempo per attraversare diversi periodi storici, saltando in continuazione da uno all’altro, mettendo da parte il racconto lineare per seguire il filo della memoria da parte di Frank Sheeran (De Niro). La narrazione diventa così spezzettata. Si fa sicuramente più viva nella parte conclusiva, quando Jimmy Hoffa (Pacino) arriva ai ferri corti con la mafia che lo aveva aiutato nella sua ascesa. Qui si viene ripagati nelle aspettative, qui è dove Scorsese ci ricorda la sua maestria nel mettere in scena le storie di Cosa Nostra. È doveroso ricordare però che il finale del film non è la soluzione definitiva ad un mistero che vige da anni, ma solamente uno degli scenari possibili, basato in gran parte sulle dichiarazioni di Sheeran, l’irlandese, il quale in età avanzata confessò di essere stato l’esecutore dell’omicidio. Tale teoria non è stata mai provata.
La produzione, come previsto, è di altissima qualità, è Cinema con la lettera maiuscola, anche se non può competere con l’audacia giovanile dello Scorsese di Quei Bravi Ragazzi. Ad uscirne alla grande sono Al Pacino, in una delle sue solite interpretazioni over the top, dove giganteggia come solo lui sa fare, e Joe Pesci , del quale si è sentita sicuramente la mancanza tutti questi anni. De Niro è sempre lui, niente di più e niente di meno di quello a cui ci ha abituati. Altri, come Keitel, hanno troppo poco spazio per brillare, seppure assumano un ruolo importante. Alla fine dei conti, The Irishman è un film che combina i temi cari al regista, quelli che l’hanno portato a toccare i picchi più alti della sua carriera, con lo stile più lento messo in mostra nelle sue opere più spirituali.

Link:
»http://www.netflix.com