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Luca Svizzeretto
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Anno di produzione 2020

DA 5 BLOODS - COME FRATELLI SPIKE LEE VA NEL VIETNAM E SPARA ALL'AMERICA

Pubblicato il 14/06/2020
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Un film di Spike Lee. Con Delroy Lindo, Jonathan Majors, Clarke Peters, Norm Lewis, Isiah Whitlock Jr, Chadwick Boseman, Melanie Thierry, Paul Walter Hauser, Jean Reno, Van Veronica Ngo, Johnny Nguyen

DA 5 BLOODS - COME FRATELLI  SPIKE LEE VA NEL VIETNAM E SPARA ALL'AMERICA

DAL NOSTRO CORRISPONDENTE A LOS ANGELES

Un film di Spike Lee è sempre un grande evento. Anche quando salta l’uscita in sala per approdare direttamente su Netlfix, anche e soprattutto quando l’America è costretta a guardarsi allo specchio nel clima socio-politico che sta attraversando. Il regista originario di Atlanta ma Newyorkese d’adozione, non poteva prevedere l’insurrezione che avrebbe pervaso le strade delle città americane nel 2020, ma di certo non poteva essere una cosa inaspettata. L’America non ha mai smesso di covare l’odio razziale, non è mai stata una questione di se venisse fuori, ma solo di quando. Con Da 5 bloods, Spike Lee gira il suo film sulla guerra in Vietnam. Ma, come in quasi tutta la sua filmografia, un suo film non è mai su una cosa sola. Quattro veterani, che tra loro si chiamano Bloods, da un immaginario legame di sangue che li ha uniti durante il conflitto, tornano a Saigon diversi anni dopo la fine della guerra. Il legame è rimasto immutato, ma ognuno ha reagito in modo diverso alla patria che li aveva usati e gettati via come spazzatura, dopo il loro ritorno a guerra finita. C’è chi si è rifugiato nei medicinali, chi vanta un successo economico e c’è persino chi è diventato sostenitore di Trump. La rimpatriata è un modo per esorcizzare il passato, ma con una missione ben chiara: ritrovare le resta del loro commilitone leader ucciso in guerra e sepolto su un collina insieme ad una cassa di lingotti d’oro. I quattro veterani conoscono la giungla come le loro tasche, per tale motivo non accettano una guida, ma per espatriare tutto quell’oro, dovessero veramente ritrovarlo, saranno costretti a fare accordi con partner locali.
 
Il film è fortemente politico, gli afro-americani, come ribadito da uno dei protagonisti, erano mandati a combattere una guerra che non era la loro, per dei diritti che non avevano. Erano usati dal governo, ritenuti sacrificabili, sempre categorizzati come di seconda classe. La presunzione del pensiero del potere bianco si vede anche da queste cose. Da 5 bloods è forse il film più politico che Spike Lee abbia mai fatto perché lo impregna della Storia Americana, non c’è solo la guerra in Vietnam, c’è l’omicidio di Martin Luther King, quello di Malcolm X, c’è il massacro di Boston del 1770, c’è una chiara presa di posizione contro chi risiede attualmente nello studio ovale. E in coda c’è anche il movimento del Black Lives Matters. Spike Lee non le manda a dire, non lo ha mai fatto, ma qui ci va giù pesante, con un monito ai “fratelli” neri di salvaguardarsi tra loro. Essere fratelli significa prendersi cura l’uno dell’altro, con i fatti e non solo a parole, sembra dire Lee.

Da un punto di vista narrativo, la storia ci mette un po’ ad ingranare, con un montaggio che avrebbe meritato più restrizioni (la troppa libertà concessa da Netflix? Questo è un problema che affliggeva anche The Irishman). La prima parte è principalmente incentrata su come la popolazione afro-americana sia stata sempre mandata avanti in guerra perché ritenuta sacrificabile, una cosa che di certo non fa notizia.  Ma è a metà racconto che il film trova la sua strada e tutto appare improvvisamente evidente, che la presa di posizione di Lee diventa un grido di battaglia. E qui le sue scelte stilistiche, fin a quel momento retoriche, arricchiscono il messaggio e lo rendono ancora più potente. Come la scelta di sottolineare i passaggi con le musiche di Marvin Gaye, l’artista simbolo della denuncia di soprusi e ingiustizie. E come quella di non avere controparti giovani ad interpretare i protagonisti nelle sequenze in flashback, ma piuttosto calare i quattro attori principali così come sono in quel momento storico, come se quel passato sia ancora il presente. Tale decisione permette anche a Delroy Lindo, uno degli attori feticcio di Lee, di dare una mastodontica prova, viscerale, emotiva ed emozionante. Come altrettanto fa il sempre ottimo Chadwick Boseman nel ruolo del leader caduto in guerra, la cui memoria è il vero collante che unisce i quattro. Sotto le finte spoglie del film d’avventura, di guerra, Spike Lee sembra esortare i ‘fratelli’ a farsi sentire, ma anche spingere chi non vuol vedere ad aprire finalmente gli occhi, che è arrivato il momento di dire basta.



Link:
»http://www.netflix.com