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Luca Svizzeretto
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Anno di produzione 2020

MULAN TRASPOSIZIONE LEALE, MA NON IMPAVIDA, NÈ AUTENTICA.

Pubblicato il 09/09/2020
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Un film di Niki Caro. Con Yifei Liu, Tzi Ma, Donnie Yen, Gong Li, Jet Li, Yoson An, Jason Scott Lee, Rosalind Chao, Xana Tang, Ming-Na Wen, Crystal Rao

MULAN  TRASPOSIZIONE LEALE, MA NON IMPAVIDA, NÈ AUTENTICA. DAL NOSTRO CORRISPONDENTE A LOS ANGELES

Mulan
si presenta con l’epicità richiesta per l’occasione: grandi scenografie, gloriose sequenze d’azione, morale femminista, un film di grande respiro insomma. Eppure resta un film freddo, che rischia di far scontenti sia l’oriente che l’occidente. La trasposizione da cartone animato a film con attori in carne e ossa perde leggerezza, lascia da parte le canzoni, omette dettagli, taglia i piccoli momenti comici spezza tensione, così facendo si afferma certo come una narrazione più fedele, seriosa, ma perde la componente emotiva.
Hua Mulan, la maggiore di due figlie femmine, ha un talento naturale per diventare guerriera, il cosiddetto Qi. Ma sin da piccola la famiglia le tarpa le ali, perché secondo tradizioni, in quanto donna, il suo posto nella società è un altro. Quando la Cina e il suo Imperatore diventano il bersaglio dell’armata Rouran condotta da Bori Khan, assettato di vendetta, vengono chiamati a combattere in difesa tutti i primogeniti maschi del popolo. Nel caso della famiglia di Mulan solo il padre invalido potrebbe andare in guerra, ma Mulan ne prende il posto spacciandosi per maschio. La ragazza è motivata da coraggio e fedeltà, come da incisione sulla spada, ma sa di star venendo meno alla verità, il che le provoca un grande conflitto interiore. È consapevole che, se scoperta, diventerebbe motivo di disonore per la famiglia, il villaggio e la popolazione intera.

Qui ci sarebbe da contestare il fatto che per quanto Mulan voglia affermare la parità della donna nella società patriarcale che l’ha cresciuta, lo fa in difesa di un Impero fautore delle stesse tradizioni arcaiche alle quali lei si oppone. La sua non è una vera ribellione, ma quasi un atto di ingenuità. Di fatti appena viene allo scoperto, non viene salutata come eroina per aver salvato la vita a mezzo esercito, invece è additata come traditrice dei valori, menzognera destinata alla punizione estrema. Tali contraddizioni sono superabili nel classico animato Disney che mescola morale, momenti lievi e fantasia. Ma in un film dai toni austeri che si pone come verosimile ricostruzione della leggenda cinese, le scelte del personaggio rischiano di stridere.
Questo nuovo adattamento sfoltisce dove non deve (l’addestramento appare troppo svelto e facile, in brevissimo tempo sono tutti perfetti guerrieri), e dilata inutilmente i tempi (il film dura una buona mezz’ora in più del cartone animato).
L’attrice principale Liu Yifei, per quanto dimostri grande impegno, non lascia il segno, soprattutto se a confronto con il mostro sacro Gong Li, dall’eterea bellezza. Il personaggio di quest’ultima è una novità, per certi versi speculare alla protagonista, e per la sua complessità avrebbe meritato più spazio. Si tratta sicuramente di un grande film d’avventura, che per piacere a tutti (ogni fascia d’età, ogni provenienza etnica) risulta piatto, senza quel guizzo, quella magia Disney che ha reso immortali tutti i classici d’animazione.

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»http://www.disneyplus.com