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Luca Svizzeretto
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Anno di produzione 2013

YOUNG EUROPERICORDARSI DI OSARE SOLO NELLA VITA

Pubblicato il 11/05/2013
Giusy Genovese
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Un film di Matteo Vicino. Con Delfine Rouffignac, Michele Gammino, Camilla Ferranti, Maria Luisa De Crescenzo, Valérie Baurens, Ronnie McCann, Riccardo Leonelli, Catriona Loughlin, Claude Jan, Victoria Oberli.

YOUNG EUROPE RICORDARSI DI OSARE SOLO NELLA VITA
In tre diverse città europee, cinque ragazzi ogni giorno fanno i conti con le difficoltà, le turbolenze e le incertezze della loro giovane età. Hanno il sole sulle labbra e il vento nei capelli e affrontano la vita seguendo solo il proprio istinto e le proprie passioni, a volte quasi noncuranti dei pericoli di un mondo non sempre all’altezza dei propri sogni. Ma sono i loro sguardi a nascondere quanto mai rivelato. La ricca parigina Josephine è lasciata completamente sola dalla famiglia, ignara della sua bulimia, delle sue notti brave fra fumo e alcool e della sua dipendenza maniacale ai social network che la porteranno a un punto di non ritorno. Julian è uno studente irlandese protagonista - suo malgrado - delle ossessioni di una lettrice di spagnolo. Donna che in preda alla follia infrangerà per sempre il suo sogno d’amore. A Roma vivono invece Federico e Annalisa, la faccia acqua e sapone di questa generazione; ingenui e disarmanti, cadranno nella rete di un adulto subdolo e ambiguo. Incapaci di chiedere aiuto, troppo tardi capiranno di essere entrati in un vortice infernale. E tornare indietro, non sarà più possibile.
Intorno a loro, si muovono – silenziosamente tonanti – anime salvifiche, angeli della notte. Sono gli agenti della polizia stradale. Uomini dal compito arduo e pesante: evitare stragi umane. Ma non sempre ci riescono e tante volte non resta loro che un’unica via: stendere quel telo bianco a chi ancora avrebbe avuto più di un motivo per sorridere. A chi si è dimenticato che il verbo osare vale solo nella vita. Mai al volante.
Dopo Outing – fidanzati per sbaglio, Matteo Vicino accetta la sfida lanciata dal progetto europeo sulla sicurezza stradale Icarus, coordinato dalla Polizia stradale italiana, con la supervisione scientifica dell'università La Sapienza di Roma e la collaborazione della Fondazione ANIA per la Sicurezza Stradale. Un'iniziativa nata come campagna di sensibilizzazione durata due anni e che ha visto il coinvolgimento di 14 paesi europei.
 Sono oltre 100 i giovani che ogni giorno in Europa perdono la vita in un incidente stradale; l’alcool, l’alta velocità e l’utilizzo del cellulare sono diventati causa di veri bollettini da guerra. Con Young Europe, il regista sceglie di esulare dai tipici argomenti da commedia italiana, per affrontarne uno più scomodo, quasi violento, ma onestamente molto più reale ed efficace. Attraverso un montaggio serratissimo, una fotografia lucida e una sceneggiatura asciutta che nulla vuole lasciare in sospeso, Vicino dà voce a tre storie diverse, che non sono poi che storia di altre e più realtà. Realtà concatenate da un unico, tragico destino: l’asfalto. Josephine, Julian, Federico e Annalisa diventano proiezione sul grande schermo di una gioventù che spesso ignora cosa e dove porteranno le loro scelte. Scelte rischiose, borderline, nate dall’incoscienza di avere venti anni. Non c’è perdono, né redenzione. Il finale atipico e anti cinematografico vuole far riflettere sul fatto che tutti prima o poi saremo chiamati a rispondere alle conseguenze dei nostri errori. Non c’è tuttavia cattiveria, né si vuole lanciare un j’accuse verso una generazione che sì, più volte è stata messa alla forca anche in modo avventato, quanto palesare in modo drastico dove può condurre la disattenzione e l’indifferenza umana. 
Costato quasi quanto un cortometraggio, Young Europe travalica ogni giudizio a livello stilistico o espressionistico per focalizzarsi su quello contenutistico, non privo di una forte carica emozionale, oltre che didattico – pedagogica. Il tema della sicurezza stradale va a legarsi ad altri argomenti che diventano dipendenti tra di loro, come l’assenza di una figura genitoriale e l’ossessiva dipendenza al mondo virtuale.  In una realtà sempre più dominata dalla precarietà - anche affettiva - i protagonisti sono completamente storditi dal mondo dei social network  divenendone abitanti di quella che è diventata una nuova dimensione spazio –temporale. Fragili, senza certezze, figli di una società liquida, che niente più vuole vedere, acquistano un’identità solo postando e linkando. Il bip di whattsapp o di un tag è ormai diventato un’ossessione a cui non si riesce a farne a meno. E che può essere fatale. 
Figure aleatorie sono poi quegli adulti che invece dovrebbero essere corazza e baluardo di questi giovani protagonisti. Completamente presi da loro stessi e ormai inadeguati a svolgere il loro mestiere, i genitori rimangono al di fuori dalle vite dei loro figli. 
E come dirà Josephine a chi la sta interrogando, se siete voi i primi a sbagliare, perché non possiamo farlo noi? 
Già.