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Luca Svizzeretto
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Anno di produzione 2019

IL BUCO (EL HOYO - THE PLATFORM) NELLA FOSSA CI SIAMO TUTTI

Pubblicato il 05/04/2020
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Un film di Galder Gaztelu-Urrutia. Con Ivan Massagué, Zorion Eguileor, Antonia San Juan, Alexandra Masangkay, Emilio Buale, Zihara Llana, Mario Pardo, Txubio Fernández de Jáuregui

IL BUCO (EL HOYO - THE PLATFORM)  NELLA FOSSA CI SIAMO TUTTI DAL NOSTRO CORRISPONDENTE A LOS ANGELES

Ottima prova di esordio alla regia per Galder Gaztelu-Urrutia, che gli è valso una nomination ai Goya Awards (equivalente spagnolo degli Oscar) e al film una vittoria per i miglior effetti speciali.
Un uomo si sveglia in un stanza asettica, con lui un anziano, seduto al lato opposto della cella. Al centro un enorme buco che rivela diversi piani, sopra e sotto. Si tratta di una elaborata prigione che si sviluppa verticalmente. Ogni piano ha due carcerati, ogni giorno dal buco scende una piattaforma con un lauto banchetto. Passati due minuti passa al livello successivo. Se ognuno mangiasse solo la propria porzione ci sarebbe cibo per tutti, ma, come si può immaginare, chi si trova ai piani alti si abbuffa e chi si trova a quelli inferiori rischia di non trovare nemmeno le briciole. Alla fine del mese a sorte si cambia di livello, un mese potresti trovarti al livello 8 e quello successivo al livello 200.
A metà tra Cube e Snowpiercer il film è una chiara parabola sugli schemi della civiltà occidentale, dove chi si trova al top “mangia” più di quanto dovrebbe, incurandosi di chi si trova al di sotto e di chi è meno fortunato. Ne siamo colpevoli tutti, perché è facile dare la colpa a chi sta sopra di noi, dimenticandoci che anche noi siamo ad un livello sopra di qualcun’altro e ci comportiamo alla stessa maniera, se non peggio. Il film mostra il lato oscuro dell’uomo, sempre pronto a tirare l’acqua al proprio mulino, a ricorrere alla violenza o addirittura al cannibalismo per salvare la propria pelle. Induce a riflettere: alle scorciatoie che piace prendere, alla mancanza di empatia verso il prossimo. Si da sempre la colpa al sistema, ma il sistema siamo noi. Ma questo è solo il sottotesto, il film funziona perché cattura, perché ha un ritmo elevato, teso, perché non è mai ripetitivo, ad ogni svolta aggiunge un piccolo tassello lasciando da parte spiegoni inutili. Lo spettatore è lì con il protagonista passo dopo passo, non sa mai più di quanto sappia il personaggio, segue il suo cammino con trepidazione. Questo è dimostrazione di grande abilità nel mettere in scena il racconto, grande consapevolezza da parte di Galder Gaztelu-Urrutia. Concedere gli elementi necessari e lasciare all’immaginazione il resto. Il buco è un film che non lascia indifferenti.



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»http://www.netflix.com