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Luca Svizzeretto
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Anno di produzione 2020

ANTEBELLUM SCHERZA COL FUOCO

Pubblicato il 21/09/2020
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Un film di Gerard Bush, Christopher Renz. Con Janelle Monáe, Jena Malone, Eric Lange, Arabella Landrum, Kiersey Clemons, Jack Huston, Tongayi Chirisa, Gabourey Sidibe, Dayna Schaaf, London Boyce, Robert Aramayo.

ANTEBELLUM  SCHERZA COL FUOCO DAL NOSTRO CORRISPONDENTE A LOS ANGELES

Non avremmo mai pensato di dire una cosa del genere un giorno, ma questo film rappresenta un serio pericolo. Da sempre, nell’eterna disputa, siamo sostenitori dell’arte imita la vita e non viceversa. Ma in questo caso rischiamo di doverci ricredere. Antebellum è un film che non si può difendere, va oltre ogni limite, dà il cattivo esempio. Rischia di infondere idee sbagliate in una popolazione già altamente suscettibile.
È importante non rivelare troppo della trama, parte del fascino del film sta proprio nel decifrare la relazione tra presente e passato. Quello che possiamo dire è che Janelle Monáe interpreta Eden, una donna che si ritrova in una piantagione di cotone dove i padroni bianchi, con tanto di bandiera degli Stati Confederati d’America, torturano e schiavizzano donne e uomini di colore senza pietà. Va in scena l’orrore più brutto della schiavitù, così come visto in tanti film. A circa quaranta minuti dall’inizio c’è un cambio radicale di scena, di tono, di situazione. Ora Janelle Monáe interpreta Veronica, una donna di successo dei giorni nostri, sposata con una figlia e una bella casa. Quale è la relazione? Un brutto sogno? Un antenato? Una spiegazione soprannaturale?
L’orrore mostrato in precedenza andrà a comporre la morale della storia, un po’ come aveva fatto Jordan Peele in Scappa - Get out. L’idea è quella di puntare il dito contro il razzismo rampante nell’America di oggi, neanche più tanto sopito, allo scoperto, in uno scenario orrorifico plausibile. È un’ammonizione a stare in guardia dai pericoli della società moderna. Ma qui si gioca col fuoco, perché per fare la parabola si rischia invece di ottenere l’effetto contrario. Non solo, le due parti, e parzialmente anche il terzo atto rivelatore, sono così disgiunte da creare un effetto straniante, frustrante. Forse era quella l’intenzione, ma quella divisione netta, a scaglioni, non beneficia certo alla scorrevolezza della trama, non all’empatia verso i personaggi. E dire che Janelle Monáe ce la mette tutta e si fa carico dell’intera operazione sulle sue spalle. Ci sono guizzi visivi da parte dei registi Gerard Bush e Christopher Renz, quali il forte piano sequenza iniziale, o l’incendio di una capanna, funzionale e anche simbolico, ma non basta. I propositi sono giusti, ma l’esecuzione manca completamente il bersaglio. C’è una sorta di emulazione di Black Mirror e Westworld senza averne l’acume né il tatto; così la denuncia annega nel puro effetto shock gratuito.


Link:
»http://antebellum.movie