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NUOVO CINEMA ITALIANO ALLA LOS ANGELES CONVENTION 2014

Pubblicato il 26/05/2014
NUOVO CINEMA ITALIANO ALLA LOS ANGELES CONVENTION 2014
DAL NOSTRO CORRISPONDENTE A LOS ANGELES

Si parla spesso della fuga di talenti dall’Italia, a volte con rammarico, ma bisogna ammettere che un mercato come quello americano presenta delle opportunità concrete a chi quel talento e tanta passione davvero ce l’ha. È ciò che accomuna i dieci artisti under 35 che compongono il programma di Film for Meeting 2014. Si tratta di uno showcase e promozione per quelli italiani nel settore cinematografico, i quali, con sacrificio e impegno, vivono e lavorano a Los Angeles. La manifestazione, nella sua incarnazione d’oltreoceano, giunge alla terza edizione e la crescita nell’organizzazione e nella scelta dei talenti rispetto alla precedente edizione losangelina, è da subito evidente. Ci si sposta dall’assolata Malibu agli eleganti Quinn Studios di Santa Monica. Testimonial d’eccezione è un quasi commosso Giorgio Faletti, il quale, ricordando i suoi passi nel mondo dell’entertainment, dove ogni nuova direzione intrapresa, comica, musicale o letteraria, è sempre stata accolta da un iniziale scetticismo puntualmente smentito, riconosce negli occhi dei presenti la stessa spinta e voglia di successo che lui stesso aveva da giovane. Sotto la supervisione dell’ideatore e organizzatore Simone Bracci e la brillante e impeccabile conduzione dell’attrice Stephanie Panisello, la serata offre una grande varietà di competenze nel settore: Elodia Agostini (cantante), Luca Nemolato (concept artist), Simona Manfredi (scrittrice/regista), Alessia Bonacci (attrice), Stefano Galli (fotografo), Andrea La Mendola (regista), Emanuele Mengotti (regista), Ashley Monti (montatrice), Paolo Cognetti (compositore), Guja Quaranta (produttrice).



È Agostini a dare il la, nel vero senso della parola, con un’intensa performance dal vivo del suo brano One thousand days, (che non sfigurerebbe su un album degli Evanescence), attualmente disponibile su iTunes e già entrato nella classifica pop di Billboard.

È poi la volta di Luca Nemolato, di origini napoletane, il quale dopo aver studiato alla prestigiosa Gnomon School of Visual Effects di Los Angeles ha coronato il sogno di creare e progettare figure mostruose per il cinema. Sono sue le creature della serie televisiva Falling Skies e alcune delle entità demoniache di L’Evocazione - The Conjuring. Ha collaborato inoltre alla progettazione dei Vigilanti, i giganti di pietra del recente Noah. A soli ventidue anni ha già raggiunto un livello altissimo, che ben si adatterebbe ai mondi fantastici di Guillermo Del Toro.

Simona Manfredi, invece, dopo essersi laureata in Storia e Critica del Cinema all’università di Bologna, ha continuato gli studi presso l’American Film Institute. Qui ha avuto l’opportunità di sperimentare con i corti You Got This! e Fino all’ultimo minuto. Quest’ultimo in particolare è responsabile di averla fatta avvicinare alla scrittura. La trama ha un forte carattere personale, in quanto ispirato alla propria vita sentimentale, e per tale motivo è stato girato in italiano, con attori italiani, ricreando uno scenario nostrano a Los Angeles.

Altra ex-alunna dell’American Film Institute è Ashley Monti, nata in Canada, ma che ha avuto la possibilità di arricchire il proprio bagaglio d’esperienza in giro per il mondo tra Roma, Manchester e Washington DC. Finalmente a Los Angeles, ha realizzato il promettente The Divide.

Alessia Bonacci si presenta nella doppia veste di attrice e ambasciatrice dell’associazione di beneficenza Forza di Vivere, che raccoglie fondi per la ricerca scientifica contro la PSP (Paralisi Sopranucleare Progressiva). L’associazione è stata fondata dalla stessa attrice in onore del padre Rino, il quale lotta ogni giorno contro la malattia neurodegenerativa. Oltre a presentare il trailer dell’imminente progetto Off-stage fright, Bonacci ha dato dimostrazione del proprio talento, ricreando dal vivo insieme al co-protagonista Eric Colton, una scena del film dal forte carattere emotivo.

Stefano Galli invece presenta un progetto ambizioso: un documentario sull’America attraverso un viaggio on the road che percorra tutti e 50 gli Stati, alla ricerca di quelle facce e personaggi che meglio rappresentano il proprio Stato. Nascendo come fotografo e con alle spalle un’esperienza in Danimarca sotto la guida del regista Lars Von Trier, Galli si propone di creare un insieme di cartoline in movimento, unendo la ricerca dell’attimo immortalato in una fotografia con la narrativa tipica del cinema. È un work in progress, ma l’indomito fotografo ha già visitato gli Stati del Sud, Texas, Louisiana, Mississippi, Florida.

Emanuele Mengotti ha studiato per diventare attore, salvo scoprire una passione e predisposizione per la regia. Il suo progetto è The Plague Doctor, thriller psicologico basato su misteri e leggende della laguna di Venezia (dove è nato) e omaggio alla maschera del medico della peste, il cui lungo “becco” bianco ben si presta a scenari inquietanti.

Parlando di thriller psicologici non poteva mancare l’astro nascente Andrea La Mendola, autore dell’avvincente Echoes, cortometraggio che continua a mietere successi e a raccogliere premi in giro per i festival di tutto il mondo (trionfatore unico anche a Film for Meeting). Se ne sono accorti anche produttori hollywoodiani di peso con i quali il regista torinese sta lavorando ad un nuovo segretissimo progetto: un lungometraggio sullo stesso genere e del quale firma anche la sceneggiatura.

L’atmosfera si fa ancora più avvolgente quando giunge il turno del compositore e pianista Paolo Cognetti. Le sue sono musiche che arrivano dritte all’animo. Roots è una composizione di chiara matrice cinematografica che Cognetti ha composto quasi dieci fa e che recentemente ha potuto orchestrare e condurre presso l’Eastwood Scoring Stage nei Warner Bros Studios. Cognetti firma anche le musiche del promo dell’evento e l’arrangiamento di One thousand days che apre la serata, confermando grande capacità di spaziare tra generi diversi . Il suo ultimo progetto s’intitola Aurora ed è stato registrato nella Cappella del Santo Graal della Cattedrale di Valencia. Rappresenta il proprio contributo d’accompagnamento al saggio di filosofia L'età oscura - Attualità di René Guénon, che verrà presentato al Festival di Letteratura di Milano.

Finale affidato a Guya Quaranta, produttrice di filmati promozionali come quelli per la Hogan, che sposano un’innata sensibilità cinematografica con la natura del marketing. Figlia d’arte, (il padre è il premio Oscar Gianni Quaranta e la madre Dada Saligeri, costumista e scenografa internazionale), Quaranta, come gli altri giovani di talento presenti, ha trovato oltreoceano la possibilità di esprimere la propria creatività senza compromessi.


(da sinistra) Simona Manfredi, Ashley Monti, Simone Bracci, Elodia Agostini, Andrea La Mendola, Alessia Bonacci.