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WONDER WOMAN: 7 MOTIVI PER CUI E' UN PESSIMO KOLOSSAL SU UNA (SUPER)DONNA. ITALIANA

Pubblicato il 07/06/2017
WONDER WOMAN: 7 MOTIVI PER CUI E' UN PESSIMO KOLOSSAL SU UNA (SUPER)DONNA. ITALIANA Il primo film di supereroi femminista diretto da una donna, Patty Jenkins. Pare che negli Stati Uniti, dove il politicamente corretto è diffuso, ipocritamente, quanto le armi, sia bastato questo per regalare recensioni lusinghiere appena poche ore fa. Chi non ha avuto alcuna vergogna lo ha definito “il miglior film DC”. Bene, non fidatevi, è il peggiore (e se conoscete i film DC, sapete che era pure difficilissimo). Wonder Woman è un’opera imbarazzante: la mitologia su cui si basa è dozzinale, tanto da far sembrare Scontro tra Titani, La furia dei Titani e Exodus: Dei e Re dei capolavori; la regia e la scrittura sono più sconclusionati di un film di Ciro Ippolito, ma rispetto ad essi non hanno lo squisito gusto del trash bensì una tendenza all’umorismo involontario che neanche i film di Ezio Greggio (si ride quando non si deve, non si ride quando si dovrebbe); infine una totale mancanza di rispetto degli attori scritturati, da Robin Wright Penn che probabilmente nel contratto si è fatta mettere un minutaggio limitato, immaginando la catastrofe, a quel David Thewlis che qui probabilmente sfida il comune senso del pudore provando a dare senso a battute assurde contando su un talento enorme ma che comunque a tanto non poteva arrivare. Gal Gadot e Chris Pine li hanno presi solo perché Jolie e Pitt non avrebbero fatto mai un film così e su un set insieme, ora, era comunque impossibile metterli. I due gli assomigliavano vagamente e quindi bene così. 

Da quest’opera che dà una nuova accezione al termine “brutto” e alle espressioni “trama grottesca” e “sceneggiatura scritta da organismi unicellulari” abbiamo però capito una cosa fondamentale: Wonder Woman è italiana. E probabilmente ha fatto scrivere il suo film dagli sceneggiatori degli Occhi del Cuore.

Ecco qui i sette motivi per cui Diana, ovvero Wonder Woman, non è di Themyscira, terra mitica creata da Zeus in Grecia. Al massimo della Magna Grecia. 

 

  1. “Aveva ragione mia madre”. Al primo problema con il suo futuro e sfortunato fidanzato, ecco la frase passepartout di ogni donna italiana, che al momento giusto rinfaccia al suo fidanzato le terribili profezie della genitrice, altro che Zeus. Ovviamente fino a che la ragazza non l’ha conosciuto, le due litigavano sempre.
  2. “Il merito non c’entra”. Quando Ares, l’arcinemico, le dice che organizza stragi di massa e grandi guerre perché il genere umano ha in sé ogni tipo di malvagità e non si merita la sua protezione, lei da brava italiana dice “il merito non c’entra”. Una frase da film di Checco Zalone. La meritocrazia è un’utopia irraggiungibile persino per gli dei greci.
  3. Solo un’italiana può dire di conoscere 110 lingue - ma poi di un intero quaderno riuscire a tradurre, maluccio, al massimo tre righe - e insegnare a vivere al governo inglese, alla sua intelligence, e poi credere che i tedeschi siano i cattivi della Prima Guerra Mondiale (neanche in un film di Benigni avremmo trovato una cosa così), che la guerra di posizione abbia fatto 25 milioni di vittime ma nelle trincee al fronte al massimo trovavi una decina di soldati. Le 110 lingue sono quelle che di solito millantiamo di conoscere ad “ottimo livello” nei nostri curriculum; per la conoscenza delle due guerre mondiali, ovviamente, nessun mistero: a scuola siamo mai arrivati oltre l’Unità d’Italia? Appunto.
  4. “L’uomo serve solo per la riproduzione, non per il piacere fisico”. Il tipico atteggiamento femminile di una donna della penisola che vuole aumentare l’autostima del proprio uomo. 
  5. Si fa sempre quello che voglio io (donna). Quattro uomini - per inciso un capo indiano, un attore fallito nordafricano, un cecchino irlandese alcolizzato, un americano che lavora con gli inglesi, una comitiva normalmente assortita negli anni ’10, no? - hanno un piano, ma quando a lei salta in testa di fare qualcosa, totalmente insensata, si può anche far saltare tutto e seguirla in una missione suicida. Esiste un essere vivente che sappia imporre la propria volontà più di una donna italiana? Ecco. 
  6. “Se nessun altro difenderà il mondo, allora dovrò farlo io”. Una variante sul tema “devo sempre fare tutto io”, ve lo concedo, un filo esagerata ma neanche tanto. Un esempio della tendenza delle donne italiane ad addossarsi meriti e responsabilità (ma mai colpe: nel momento cruciale, le dà ad altri) con vago tono canzonatorio riguardo al resto del mondo.
  7. Prima di scegliere un vestito, ne prova 226.