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IL FATTORE UMANO NELL'ATTENTATO ALLE TORRI GEMELLE

Pubblicato il 04/09/2017
IL FATTORE UMANO NELL'ATTENTATO ALLE TORRI GEMELLE DAL NOSTRO CORRISPONDENTE A LOS ANGELES

Presentazione in pompa magna per 9/11 di Martin Guigui, scritto dallo stesso in collaborazione con Steven Golebiowski. Il film ha avuto la sua prima presso la prestigiosa sala Linwood Dunn a Hollywood di proprietà dell’Academy. Sala gremita che, oltre al cast e alla troupe, ha visto la partecipazione di Tuesday’s Children, associazione nata per dare sostegno alle famiglie distrutte dalla strage dell’11 settembre. Tratto dalla piece teatrale Elevator di Patrick Carson, 9/11 racconta i fatti di quel terribile giorno dal punto di vista di un gruppo di sconosciuti rimasti intrappolati nell’ascensore della Torre Nord del World Trade Center. È forte il senso di claustrofobia che pervade la visione, ma serve solamente ad aumentare il livello di intensità che cresce in maniera esponenziale. È un film dedicato ai soccorritori, a quelli che hanno dato la propria vita affinché altri vivessero, agli eroi dell’11 settembre. Molti i tentativi precedenti di raccontare quella pagina nera della Storia mondiale, non solo statunitense, ma il pubblico americano ha dimostrato più e più volte di non essere ancora pronto a rivisitare il dolore sullo schermo.  In questo caso il regista Guigui si concentra su un microcosmo (le cinque vite dei malcapitati bloccati in ascensore) senza indugiare sulla spettacolarità delle torri gemelle che vengono giù. Potrebbe rivelarsi la giusta chiave di racconto. A dargli sostegno c’è il fido collaboratore Massimo Zeri, direttore della fotografia, e soprattutto un cast di tutto rispetto che include Charlie Sheen, Gina Gershon, Luis Guzmán, Whoopi Goldberg, Wood Harris e Olga Fonda. Molti applausi e qualche lacrima in sala per l’argomento trattato. Una ferita nell’animo americano che probabilmente impiegherà ancora tanto a rimarginarsi.


Olga Fonda, Massimo Zeri e Wood Harris.