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Luca Svizzeretto
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GOLDEN GLOBES 2020

Pubblicato il 06/01/2020
GOLDEN GLOBES 2020 DAL NOSTRO CORRISPONDENTE A LOS ANGELES

Nonostante le 34 nomination totali con le quali Netflix si era presentata ai Golden Globes, la piattaforma streaming più popolare torna a casa con solo due vittorie, quella come miglior attrice non protagonista a Laura Dern per Marriage story e quella come miglior attrice televisiva a Olivia Coleman in The crown. Trionfatori risultano invece 1917, il nuovo, intenso, emozionante film di Sam Mendes ambientato durante la Prima Guerra Mondiale e il tributo di Quentin Tarantino alla Hollywood che fu, C’era una volta a… Hollywood. Rispettivamente 1917 vince miglior regia e miglior film drammatico; C’era una volta a… Hollywood miglior film commedia o musical, miglior sceneggiatura e miglior attore non protagonista Brad Pitt. L’attore delizia il pubblico con un ringraziamento sentito e coinvolgente, elogiando il compagno d’avventure Leonardo Di Caprio, prendendosi persino gioco della celebre scena di Titanic (“Io avrei condiviso la zattera!”).



Tra gli altri ringraziamenti degni di nota quello di Joaquin Phoenix, meritatissimo premio come protagonista drammatico di Joker, il quale precisa come queste competizioni servano più allo spettacolo e ai messaggi promozionali che a metterli l’uno contro l’altro e il discorso di Michelle Williams (miglior attrice in una serie limitata o film per la tv per Fosse/Verdon), la quale rivendica il potere delle donne di poter scegliere autonomamente, che sia la scelta di votare o quella di quando avere figli. Tutte scelte che, nel clima politico attuale, rischiano di tornare di nuovo in discussione.  

Tra i vincitori sono benvenute le sorprese della miglior colonna sonora attribuita a Hildur Guðnadóttir per Joker e quella del miglior film d’animazione Missing Link a discapito del favorito Toy Story 4. L’intensa campagna promozionale del film della Laika sembra aver dato i suoi frutti, tuttavia la stessa intensità impiegata da Netflix a supporto di The Irishman non ha ripagato. Alla fine a prevalere sono le vere preferenze, aldilà delle estenuanti promozioni fatte di proiezioni, incontri, feste, cartelloni pubblicitari e quant’altro che partono già da fine settembre a Hollywood. Sono tanti i sostenitori di The Irishman, ma ci sono anche altri che ne sono rimasti delusi e questo può aver danneggiato le possibilità di vittoria del film. Vedremo se le cose cambieranno con l’annuncio delle nomination agli Oscar. Prevedibile, ma comunque stra-meritata la vittoria del coreano Parasite come miglior film di lingua straniera. I tributi a Tom Hanks e Ellen DeGeneres, vincitori dei premi alla carriera, risultano entrambi toccanti, come anche le rispettive introduzioni da parte di Charlize Theron e Kate McKinnon.

Il tanto temuto (dall’élite di Hollywood) Ricky Gervais, alla sua quinta presenza come conduttore della cerimonia, va spesso a segno con la sue battute pungenti, ma nel complesso la conduzione sembra fiacca. Lo diciamo apertamente, avrebbe potuto (e dovuto) essere più cattivo. Al confronto con le sue prime edizioni o anche con i suoi spettacoli comici, il comico inglese sembra svogliato, pronto a mettere le mani avanti alla fine di ogni battuta tagliente ancora prima di testare la reazione della sala. Quelle che hanno funzionato di più sono state a spese di Di Caprio (“C’era una volta a… Hollywood dura così tanto che alla fine della premiere la fidanzata di Leonardo di Caprio era diventata troppo vecchia per lui”) oppure della fuga delle star verso le piattaforme streaming (“Fate tutti i progressisti e poi lavorate per Apple, Amazon, Disney che sfruttano il lavoro minorile in Cina. Se Isis avesse un servizio streaming correreste a chiamare il vostro agente.”) Alla fine però la miglior battuta della serata se la aggiudica Sacha Baron Cohen, il quale presentando la clip di JoJo Rabbit dichiara “L’eroe del prossimo film è un bambino ingenuo, dalle convinzione sbagliate, che diffonde propaganda nazista e ha solo amici immaginari. Si chiama Mark Zuckerberg. Scusate quella era l’introduzione di qualche anno fa per Social Network.


Video Credits: NBC.
Photo Credits: Getty