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Luca Svizzeretto
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Anno di produzione 2020

COACHELLA 20 YEARS IN THE DESERT IL DOCUMENTARIO

Pubblicato il 11/04/2020
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Un film di Chris Perkel.

COACHELLA 20 YEARS IN THE DESERT  IL DOCUMENTARIO DAL NOSTRO CORRISPONDENTE A LOS ANGELES

Il documentario su Coachella, festival musicale che negli anni è diventato tra i più importanti, con nulla da invidiare ai rivali europei quali Glastonbury, narra l’evoluzione dagli albori fino ai giorni nostri. Coachella è poco più che maggiorenne, non ha alle spalle la stessa Storia degli altri, la prima edizione fu solo nel 1999 ed è senz’altro ammirevole come in pochissimo tempo abbia raggiunto il successo e la fama che vanta oggi. Ispirandosi al revival di Woodstock del ‘99, l’intenzione degli organizzatori di Coachella è sempre stata quella di catturare l’atmosfera californiana di sole, pace, amore. Ecco spiegato il look hippie che lo caratterizza di anno in anno. Sotto il punto di vista storico il documentario è sicuramente informativo, soprattutto nel racconto dei primi anni, dove il successo non era garantito. Allo stesso tempo è un documentario poco onesto, che tende a glorificare più che a raccontare i retroscena. Sarà un caso che solo una manciata di artisti, tra i quali predomina Moby, abbiano voluto aderire con i propri ricordi? Il difetto maggiore è quello di essere troppo autocelebrativo. Comprensibile quando chi si cela dietro l’operazione è lo stesso soggetto preso in esame. Sarebbe stato meglio se l’opera fosse stata partorita da un regista esterno, in grado di porre luce su aspetti negativi e positivi, dando un quadro più esaustivo.
Tra i vari capitoli nel quale il film è diviso sarebbe stato bello scoprire anche l’evoluzione dei braccialetti per entrare, da semplici cartacei a complicati pezzi di stoffa che nascondono all’interno un chip univoco, specchio dell’era tecnologica e della paranoia post 11 settembre. Sarebbe stato bello toccare anche l’aspetto del costo del biglietto cresciuto in maniera esponenziale: il festival è nato nello stesso tempo in cui Napster stava facendo a pezzi l’industria musicale e non avrebbe sfigurato un accenno a come i costi per andare ai concerti siano saliti alle stelle come effetto collaterale. C’è la tendenza a compiacersi in questo film; per quanto sia stato geniale aggiungere un secondo weekend di repliche per soddisfare l’enorme richiesta, non è un festival alla portata di tutti. Nonostante i sold out, partecipare costa e tanto. Sarebbe stato bello vedere come sia diventato un must per star e starlette che vanno a vedere e farsi vedere, dove la corsa i biglietti c’è anche tra i vip. Un quadro più completo, ecco. Un film didattico, certo, ma molto ruffiano. 

Link:
»http://www.youtube.com/watch?v=jjwilAja7Lc