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Luca Svizzeretto
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THE AVENGERS - INTERVISTA CON MARK RUFFALO, TOM HIDDLESTON E CHRIS HEMSWORTH

Pubblicato il 20/04/2012
THE AVENGERS - INTERVISTA CON MARK RUFFALO, TOM HIDDLESTON E CHRIS HEMSWORTH
I Vendicatori, arrivati a Roma lo scorso sabato, sono stati accolti da un oceano di fans (e da qualche polemica con giornalisti e fotografi accreditati) presso il palco ed il red carpet allestiti in Piazza della Repubblica, dove si è svolta l'anteprima nazionale al cinema Space Moderno. Presente gran parte del cast ma purtroppo assenti i protagonisti assoluti Robert Downey Jr, Samuel L. Jackson ed il regista Joss Whedon.
Noi di Film House Television abbiamo incontrato per voi Mark Ruffalo (Hulk), Tom Hiddleston (Loki) e Chris Hemsworth (Thor) ed ecco le loro dichiarazioni.

Mark eri un appassionato dei supereroi Marvel prima di prendere parte a 'The Avengers'? E chi era il tuo preferito?
"Seguivo le serie televisive negli anni '70, anche quella di Hulk, ma il mio preferito era Occhio di Falco".

Chris tu avevi già interpretato Thor nel film interamente dedicato al suo personaggio. Ti ha soddisfatto l'idea di prendere parte a questo 'episodio' corale?
“Senz'altro ero antusiasta all'idea di fare il passo successivo del mio personaggio. Quindi prendere parte ad un nuovo film. Ma anche se non fosse stato così io sono obbligato a prenderne parte contrattualmente e quindi a fare buon viso a cattivo gioco”.

Tom tu interpreti ancora un volta Loki, anche tu eri già presente nel film su Thor, ed il tuo è un personaggio malvagio e crudele. Come ti trovi nei suoi panni?
“Si dice sempre che il diavolo ha la possibilità di cantare i motivi migliori, ovvero al diavolo tocca sempre il meglio. Loki è il primo personaggio che interpreto e che è del tutto all'estremo rispetto a come sono io. Fino a prima di Loki quello che avevo interpretato erano sempre personaggi di circa 200 anni fa, vestiti d'epoca e a cavallo, per bene e di buon cuore. E' molto interessante scoprire le ragioni per cui questo personaggio è così cattivo. Alla base del suo comportamento ci sono problemi psicologici che lo hanno portato a comportarsi a questo modo”.

Tom in 'The Avengers' sei stato diretto da Joss Whedon. Circa una settimana fa a Roma era presente Woody Allen con il suo 'To Rome With Love'. Anche con Allen hai avuto modo di lavorare. Che differenze hai trovato tra questi due registi e tra i i due generi cinematografici che prediliggono?
“Si ho lavorato con entrambi. Con Woody Allen in 'Midnight in Paris' ho però lavorato solo per otto giorni, quindi lo conosco poco. Joss Whedon è molto preciso, studia i personaggi fino in fondo e per dirla tutta ha anche una grande ammirazione ed un grande rispetto per Woody. Joss è attratto ed affascinato dalla mitologia e questo gli consente di portare la sceneggiatura su un livello superiore. Così lui da respiro ai personaggi che sono ingigantiti rispetto alla realtà. Woody è interessato ad una sofisticazione diversa. E' alla ricerca dell'intimità e dei piccoli dettagli della vita. Anche se l'idea di Woody Allen che dirige 'The Avengers' non è un'idea cattiva (ride n.d.r.)”.

Mark con Hulk ti è toccato un ruolo di grande responsabilità. Prima di te era già stato interpretato da Eric Bana ed Edward Norton. In entrambi i casi il gradimento del pubblico non è stato soddisfacente. Come hai lavorato quindi sul tuo ruolo? Tra l'altro grazie alla tecnica del motion capture non solo reciti nel ruolo di Bruce Banner ma anche in quello di Hulk vero e proprio.
“Diversi aspetti rendevano per me interessante questo ruolo. La possibilità di essere sia Hulk che Bruce Banner era uno di questi. Gli altri attori erano sempre eccitatissimi all'idea di vedermi arrivare con la mia tutina di motion capture. E devo dire che spesso era anche imbarazzante (ride n.d.r.). Anche se molte di queste scene le ho girate lontano dal resto del cast e poi tutte sono state montate insieme. Si tratta di una tecnologia straordinaria e gli anni passati a teatro mi hanno aiutato perché mi hanno permesso di godermela al massimo”.