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Luca Svizzeretto
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Anno di produzione 2013

HUNGER GAMES - LA RAGAZZA DI FUOCOFESTIVAL DEL CINEMA DI ROMA 2013 - FUORI CONCORSO

Pubblicato il 15/11/2013
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Un film di Francis Lawrence. Con Jennifer Lawrence, Josh Hutcherson, Liam Hemsworth, Jena Malone, Elizabeth Banks, Woody Harrelson, Philip Seymour Hoffman, Stanley Tucci, Toby Jones, Donald Sutherland, Sam Claflin, Lenny Kravitz.

HUNGER GAMES - LA RAGAZZA DI FUOCO FESTIVAL DEL CINEMA DI ROMA 2013 - FUORI CONCORSO
DAL NOSTRO INVIATO A ROMA

Il fenomeno Hunger Games, da subito di grandissimo successo negli Stati Uniti, ha avuto più difficoltà a prendere piede da noi, basti pensare che il primo capitolo ha incassato in Italia poco meno di tre milioni, mentre dall’altra parte dell’Oceano è arrivato a varcare la soglia dei 400 milioni di dollari. Ma ora i tempi sembrano maturi per puntare a cifre quantomeno paragonabili a quelle di altre saghe giovanilistiche di successo come ad esempio Harry Potter e Twilight. Per averne un indizio lampante è sufficiente pensare all’accoglienza ricevuta da Jennifer Lawrence qui al Festival del Film di Roma, venuta a presentare il secondo capitolo della serie, Hunger Games: La ragazza di fuoco, di cui è di nuovo assoluta protagonista (il film è in uscita il 27 novembre): frotte di ragazzini urlanti e già pazientemente in attesa da ieri notte davanti al red carpet per poter vedere da vicino la nuova superstar del cinema americano e internazionale. 
Una saga, questa di Hunger Games, che dimostra anche con il secondo capitolo di essere decisamente preferibile a quelle che l’hanno preceduta in tempi recenti. È soprattutto l’idea del sacrificio dei ragazzi, del dover “consegnare” il proprio giovane corpo a beneficio della complessa struttura mediatico-politica descritta nel film, a fare di Hunger Games un prodotto ben più profondo di un Twilight, laddove il ricorso verso l’oscuro e il misterioso (vale a dire il mondo adulto) è davvero pericoloso e problematizzato, per una continuamente precaria condizione dell’esistenza.
Detto ciò, Hunger Games: La ragazza di fuoco è leggermente inferiore rispetto al suo predecessore, intanto perché il discorso radicale sulla morte come contenuto per eccellenza dello spettacolo era stato già affrontato e quindi qui è quasi collaterale. Film di passaggio verso l’ultimo capitolo (che sarà, ovviamente, diviso in due parti), La ragazza di fuoco si destreggia quindi tra il rimando al film precedente e l’apertura verso la (prossima) rivolta nei confronti del regime autoritario organizzatore degli Hunger Games e che pretende ancora una volta da Katniss – interpretata per l’appunto da Jennifer Lawrence – di prendervi parte. Stavolta, perciò finisce per passare in secondo piano il gioco al massacro dei concorrenti, facendo invece emergere sempre più chiaramente l’arbitrarietà e la folle gloria del comando dei potenti (in particolare di Snow, il personaggio interpretato da Donald Sutherland), cui i sudditi – siano o meno famosi, siano o meno vezzeggiati – devono comunque sottomettersi. A tratti – in particolare nei momenti in cui i personaggi subiscono le avversità della natura eterodiretta dal regista dello show (Philiph Seymour Hoffman) – sembra quasi di assistere a una puntata di Lost, altre volte si intuisce che il discorso sul totalitarismo guarda ora al nazismo (la scritta simil-Auschiwtz all’ingresso del distretto che richiama chiaramente “Arbeit macht frei”), ora ai regimi dei paesi socialisti, ma senza riuscire ancora a dare la giusta dimensione del discorso e senza permettere di poter disvelare l’ambiguità dello stesso. 
Si conferma comunque la precisione del personaggio di Katniss, la cui fortuna di non secondaria importanza è quella di essere incarnata da una Jennifer Lawrence che è davvero un’ottima attrice (come del resto si era capito già da Un gelido inverno), mentre le altre figure paiono continuare ad essere di supporto (simpatici, al solito, Woody Harrelson e Stanley Tucci; fastidioso Lenny Kravitz; in crescita il personaggio di Elizabeth Banks, mentre Liam Hemsworth come “moroso mediatico” della protagonista continua ad essere monodimensionale). Ci si domanda però a questo punto come potrà proseguire la saga. Il passaggio alla rivolta porterà inevitabilmente il discorso in tutt’altra direzione? Dalla spettacolo/gioco della morte ci troveremo ad assistere a un passaggio di grado, verso una guerra “reale”? Finiremo perciò per vedere un war movie per adolescenti? La risposta ancora non l’abbiamo, ma queste domande – forse oziose – sono la dimostrazione di come Hunger Games sia riuscito a coinvolgere tutti, non solo ragazzine ululanti.