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Luca Svizzeretto
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Anno di produzione 2017

GHOST IN THE SHELL TRIP VISIVO, MA LA TRAMA NON É ALL'ALTEZZA

Pubblicato il 30/03/2017
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Un film di Rupert Sanders. Con Scarlett Johansson, Pilou Asbæk, Takeshi Kitano, Juliette Binoche, Michael Pitt, Chin Han, Danusia Samal, Kaori Momoi, Peter Ferdinando, Lasarus Ratuere, Yutaka Izumihara, Anamaria Marinca, Kaori Yamamoto, Andrew Morris, Tawanda Manyimo.

GHOST IN THE SHELL  TRIP VISIVO, MA LA TRAMA NON É ALL'ALTEZZA DAL NOSTRO CORRISPONDENTE A LOS ANGELES

In un futuristico Giappone dai toni cyberpunk, dove essere umani e macchine sono perfettamente integrati, al punto da, spesso, fondersi in uno solo, viene creata la prima donna dal cervello completamente umano trapiantato in un robot. L’intenzione della cosiddetta “Section 9”, un’organizzazione antiterroristica, è quella di farne una perfetta macchina da guerra che difenda la città dal cybercrimine e, di fatto, faccia gli interessi economici di coloro i quali tessono la tela dietro le quinte. Ma una minaccia cibernetica sembra aver preso di mira proprio Hanka Robotic, l’azienda robotica responsabile di queste macchine dall’animo umano.
Visivamente il film è una festa per gli occhi. É un’immersione nell’immaginario futuristico così come lo si pensava negli anni ’80, elevato all’ennesima potenza. Ci sono pubblicità tridimensionali sulle facciate dei palazzi, ologrammi, strade a più piani che risolvono di fatto la necessità di macchine volanti, la rete integrata nel cervello e soprattutto, quello che è il tema di fondo, umani con migliorie robotiche. E poi c’é lei: il Maggiore (Scarlett Johansson), dal cervello umano, l’anima (ghost) in un involucro, un corpo di robot (shell). É il cyborg dal corpo indistruttibile, che però é in grado di provare sentimenti, di avere ricordi, di pensare. La trama tuttavia viaggia sui binari del poliziesco classico, aggirandosi tra esperimenti di genetica, industriali con sete di denaro, e governi guerrafondai. Facile quindi cadere nel banale. Per quanto la storia non sia il punto forte, quindi, la completa devozione di Scarlett Johansson al ruolo, l’ambientazione che bombarda di immagini, colori e informazioni tengono costantemente viva l’attenzione. Il dilemma filosofico sull’uomo cyborg va perso ovviamente in tutto questo fumo negli occhi, ma lo spettacolo visivo che ci si trova davanti è qualcosa che non si può sottovalutare e che comunque all’uscita lascia appagati. A conti fatti si può quasi affermare che il risultato sia una shell curata in ogni suo piccolo dettaglio, ma priva del ghost.


Link:
»http://ghostintheshell.tumblr.com/