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1992 LA SERIE: TUTTI I DETTAGLI ED I PROTAGONISTI, LA NOSTRA VIDEO INTERVISTA AD ALESSANDRO ROJA

Pubblicato il 23/03/2015
1992 LA SERIE: TUTTI I DETTAGLI ED I PROTAGONISTI, LA NOSTRA VIDEO INTERVISTA AD ALESSANDRO ROJA
Tutto comincia a Milano il 17 febbraio, con un arresto da cui prende il via Tangentopoli e l’inchiesta Mani Pulite. È il 1992. L’anno che questa serie vuole raccontare. L’anno della rivoluzione.
 
Scorrono le prime scene, scattano le manette per Mario Chiesa, presidente di un ente comunale di assistenza agli anziani, il Pio Albergo Trivulzio. È la scintilla che genera il Big Bang, è l’inizio di Tangentopoli ed è anche la scena su cui si apre 1992, la serie di Sky Atlantic in 10 episodi, prodotta da Wildside e diretta da Giuseppe Gagliardi (“Tatanka”), nata da un’idea di Stefano Accorsi, che è uno dei protagonisti, creata da Alessandro Fabbri, Ludovica Rampoldi e Stefano Sardo, che hanno curato la scrittura delle sceneggiature. Lo story editor è Nicola Lusuardi. La serie, che ha aperto al Festival di Berlino 2015 la neonata sezione dedicata alle serieTV, debutterà il 24 marzo in contemporanea su Sky in 5 paesi: Italia, Inghilterra, Germania, Irlanda e Austria ed è distribuita internazionalmente da BetaFilm.
 
Sia pure in modo indiretto, attraverso i cambiamenti che i fatti del 1992 causano nella vita quotidiana di sei persone comuni, 1992 è la prima storia TV ad affrontare le vicende che 23 anni fa sconvolsero il Paese e spazzarono via una intera classe politica, sostituita da uomini e movimenti nuovi.
 
La serie offre un accurato affresco d’epoca, realizzato attraverso una ricostruzione quasi maniacale di gusti, colori, abiti, stili di vita di quegli anni di crisi, in cui interagiscono personaggi immaginari con i protagonisti e le ‘’vittime’’ che il 1992 portò alla ribalta della cronaca, presentati qui, grazie a una scelta coraggiosa quanto inedita, con i loro veri nomi e cognomi. Antonio Di Pietro, Piercamillo Davigo, Gherardo Colombo, Giovanni Falcone, ma anche il leader referendario Mario Segni, il leghista Formentini, Umberto Bossi, rivivono nell’interpretazione di attori che sullo sfondo ne riconsegnano i modi, il linguaggio, in alcuni casi persino le esatte frasi, oltre all’aspetto. Tutti personaggi che determineranno il futuro del paese. Sullo sfondo appare anche Silvio Berlusconi con due suoi discorsi pubblici in cui parlò del futuro dell’Italia con una visione basata sull’ottimismo e sulla speranza.
 
Storie di personaggi di fantasia si intrecciano con la cronaca e con fatti realmente accaduti, mescolando realtà e finzione. Le vite di sei persone normali si muovono all’interno di avvenimenti che fanno da cornice e restituiscono lo spirito, i drammi e i cambiamenti epocali dell’anno che ha profondamente cambiato la storia del nostro Paese.
 
I personaggi al centro della storia non sono poi così lontani dalle vicende di Tangentopoli. In una Milano non più “da bere” per i morsi della crisi, si muovono queste sei persone comuni, uomini nuovi chiamati a scrivere questo Italian Tabloid sulle pagine ancora bianche della Seconda Repubblica. Le loro storie personali, dapprima sullo sfondo, diventano via via sempre più centrali nella trama. Intanto, tutto intorno, si snodano i momenti chiave di quell’anno: le inchieste sempre più incalzanti, il crollo dell’impunità di politici e imprenditori, le logiche che avevano regolato quel mondo.
E poi l’avanzata impetuosa della Lega Nord, i suicidi degli imprenditori travolti dall’inchiesta, gli attentati a Falcone e Borsellino e l’avvicinarsi di Mani Pulite ai nomi eccellenti, come Bettino Craxi.
 
1992 è anche e soprattutto una sfida produttiva e creativa, un progetto teso a raccontare la realtà senza rinunciare ad usare tutti gli strumenti della serialità più sofisticata. Innovativo nella forma e nella sostanza.
L’obiettivo è produrre qualcosa che non sia stato ancora fatto, attraverso un racconto diretto della Storia, anche attraverso i suoi eventi più controversi. Così 1992 permette allo spettatore di restare legato ai personaggi lungo il filo della turbolenta e affascinante storia italiana.
 
Ancora oggi, a oltre vent’anni di distanza, si fa i conti con il nuovo mondo generato dal Big Bang di quell’anno e se ne percepisce la straordinaria ricchezza.
 
LA STORIA
 
Le vite di sei persone comuni si intrecciano con il terremoto politico, civile e sociale di Tangentopoli
 
Era il 17 febbraio 1992, scattava il primo arresto della maxi-inchiesta denominata Mani Pulite, quello di Mario Chiesa: è il simbolico inizio di Tangentopoli. 1992, la serie in 10 episodi, da un’idea di Stefano Accorsi, è prodotta da Sky Atlantic in collaborazione con La7 e realizzata da Wildside. Al centro del racconto sei persone comuni la cui vita si intreccia con il terremoto politico, civile e sociale innescato dalla maxi-inchiesta.
Leonardo Notte (Stefano Accorsi) è un cinico ex autonomo in fuga da un passato poco chiaro, divenuto esperto di marketing e pubblicitario di successo che cerca di capire come evolverà il paese e i suoi consumi in seguito al terremoto di Tangentopoli. Il poliziotto Luca Pastore (Domenico Diele), entra nel pool in cerca di giustizia contro uno spregiudicato industriale del quale è stato vittima, e qui incontra Rocco Venturi (Alessandro Roja) un altro agente di polizia che non è chi appare. Bibi Mainaghi (Tea Falco), è la figlia viziata di un ricco industriale, simbolo dell’imprenditoria collusa con la politica della Prima Repubblica; Veronica Castello (Miriam Leone), è una showgirl pronta a tutto pur di agguantare un ruolo da star in tv. Pietro Bosco (Guido Caprino) è un ex militare, segnato dalla Guerra in Iraq, che si trova catapultato alla Camera dei Deputati con la Lega Nord. Attraverso le loro sei storie, il loro intrecciarsi, 1992 offre un punto di vista inedito su uno dei momenti decisivi della storia del nostro Paese e di quell’anno che ha cambiato l’Italia.
 
La serie sarà in onda dal 24 marzo in prima serata su Sky Atlantic HD e in contemporanea su Sky Cinema 1 HD. 21 settimane di riprese per 109 giorni complessivi di set, un cast di 156 attori e oltre 3mila comparse coinvolte, quasi 100 le location utilizzate per ricostruire il racconto di quell’anno cruciale, tra cui spiccano il Parlamento, il Pirellone e Villa Fendi. Nel cast della serie, Stefano Accorsi, Guido Caprino, Domenico Diele, Miriam Leone, Tea Falco, Alessandro Roja. La regia è di Giuseppe Gagliardi.


 
I PERSONAGGI

LEONARDO NOTTE (Stefano Accorsi): “L’IMPORTANTE È FAR FINTA DI CREDERCI”
È un uomo di marketing con un misterioso passato che riaffiora nel momento in cui gli eventi del 1992 gli offrono l’occasione professionale di una vita. Un ricattatore costringe Leo a guardare in faccia un torbido trascorso che aveva chirurgicamente rimosso dalla sua memoria. Nella sua vita smagliante, senza legami, intanto compare Viola (Irene Casagrande), la figlia adolescente con cui non ha mai avuto contatti. Mentre Leo cerca di liberarsi delle ombre del passato, sviluppa un’idea rivoluzionaria che potrebbe cambiare il suo futuro.
 
PIETRO BOSCO (Guido Caprino): “ORA TOCCA A NOI. ORA BASTA FARSI METTERE LE MANI IN FACCIA”
Trentatreenne reduce della prima guerra del Golfo, si ritrova eletto alla Camera con la Lega Nord. Amante del rugby e delle bevute di birra, eccolo scaraventato in Parlamento, un mondo a lui alieno. L’unica possibilità per lui è trovare un mentore. Perciò Pietro si affida a un politico d’esperienza che gli insegnerà le regole del gioco.
 
LUCA PASTORE (Domenico Diele): “TRANQUILLO, NOI SIAMO I BUONI”
Agente di polizia giudiziaria lavora la fianco di Antonio di Pietro (Antonio Gerardi) al servizio del pool Mani Pulite. Animato da un personale desiderio di vendetta, lavora per comporre il puzzle di Tangentopoli. Indagare, arrestare, interrogare. Sotto pressione e sotto minaccia. Perché le correnti contrarie non nascono soltanto fuori dalla Procura.
 
VERONICA CASTELLO (Miriam Leone): “IO NON VOGLIO ESSERE UNA TRA TANTE”
È una soubrette e vuole diventare famosa. Ne ha bisogno, un bisogno fisico, profondo: l’amore, incondizionato e indistinto del grande pubblico televisivo è il solo viatico che conosce per l’amore verso se stessa. Amante del potente imprenditore Michele Mainaghi (Tommaso Ragno), travolto dall’inchiesta, Veronica si trova spiazzata dagli eventi e si mette a caccia di un nuovo protettore che possa ricollocarla nei palinsesti del nuovo potere che avanza.
 
BEATRICE “BIBI” MAINAGHI (Tea Falco): “QUALUNQUE COSA HAI FATTO, NON DIRMELA MAI”
Figlia del potente industriale Michele Mainaghi, è la “pecora nera” della famiglia. Gli sviluppi dell’inchiesta, in cui il padre sarà coinvolto, la porteranno ad un cambiamento radicale dei suoi stili di vita.
 
ROCCO VENTURI (Alessandro Roja):  “COSA NON SI FA PER I SOLDI”
È un giovane poliziotto romano che fa parte del team di Antonio Di Pietro. Sguardo molto furbo e parlantina tipica di chi sa bene il fatto suo, sembrerebbe uno degli uomini di punta della squadra, ma la realtà è molto diversa.


 
NOTE DI REGIA di Giuseppe Gagliardi

Seguire i loro passi. Sincronizzare la macchina da presa con il loro respiro. Vedere con i loro occhi.
 
Se fosse un genere letterario 1992 sarebbe un ibrido che mescola l’accurato affresco storico con la finzione e la fantasia. Nel romanzo storico sono fondamentali i personaggi di invenzione.
L’approccio stilistico e narrativo della serie parte da questa esigenza, rendere credibili questi personaggi nella cornice storica in cui agiscono, seguire i loro passi sincronizzando la macchina da presa con il loro respiro, vedere con i loro occhi.
La sfida più appassionante è stata quella di trovare il giusto equilibrio tra il realismo della messinscena e la ricostruzione di un’epoca poco esplorata. La creazione di un mondo popolato da personaggi che vivono l’eccitazione di un momento di svolta storica e l’inquietudine di un tempo in cui le certezze si frantumano.
 
Giuseppe Gagliardi
Nasce a Cosenza nel 1977, si laurea in Lettere con una tesi in storia e critica del cinema all’Università La Sapienza di Roma.
Il suo primo film è La vera leggenda di Tony Vilar (2006), selezione ufficiale al Tribeca Film Festival di New York e Festival Internazionale del Film di Roma.
Nel 2011 esce il suo secondo film Tatanka, tratto dal libro La Bellezza e l’Inferno di Roberto Saviano.  Miglior contributo artistico al Festival des Films du Monde di Montreal e miglior film straniero al NYFF di New York, è stato distribuito in diversi paesi nel mondo.
Tra vari suoi documentari, Doichlanda, si aggiudica il premio della giuria al Torino Film Festival 2003. Ha firmato la regia di 1992, la serie TV Sky prodotta da Wildside.
 
 
I CREATORI DELLA SERIE
Sei storie. Storie di ascesa e caduta. Di amore. Di sesso. Si destreggiano tra le onde degli eventi. Qualcuno riuscirà a cavalcarle, qualcun altro affogherà
 
Perché il 1992?
La proposta arrivataci era quella di raccontare l’ultimo ventennio di politica italiana dalla parte dei vincitori, quelli che avevano governato il paese per vent’anni. Da subito abbiamo sentito che un impianto spalmato su un ventennio mal si conciliava col passo della serialità contemporanea. Perciò abbiamo deciso di concentrarci su un periodo circoscritto, l’inizio della rivoluzione.
Il 1992. Il momento in cui abbiamo sognato la possibilità di un Paese diverso. L’inchiesta Mani Pulite è la scintilla che genera il Big Bang. Si liberano energie incontrollate, correnti ascensionali che portano al vertice del Paese nuovi, inediti protagonisti. Tutte le regole sono saltate, e quelle nuove devono ancora essere scritte.
 
Chi sarà a farlo?
Uomini Nuovi, chiamati a scrivere questo Italian Tabloid sulle pagine ancora bianche della Seconda Repubblica. Ne abbiamo immaginati alcuni che incarnassero al meglio lo spirito del tempo e li abbiamo fatti diventare i nostri protagonisti, affiancandoli ai personaggi reali che hanno segnato quell’epoca. Ma il fuoco del racconto è sempre sui personaggi di finzione: è solo attraverso i loro occhi che vediamo dipanarsi la Storia di quell’anno. L’inchiesta Mani Pulite, le bombe a Falcone e Borsellino, il discorso di Craxi alla Camera, il rapimento del piccolo Farouk Kassam, le elezioni politiche e i primi successi della Lega Nord, tutto questo non costituisce solamente lo sfondo di 1992 ma è materia viva del racconto della serie. Da qui nasce la scommessa di ideazione e di scrittura di 1992: prima documentarsi, leggendo e intervistando molti dei protagonisti di quella stagione, magistrati, politici e uomini tv, giornalisti e intellettuali. E poi plasmare questa materia per creare un’ambientazione viva e credibile al nostro romanzo storico. Se per l’Italia il 1992 rappresenta la Grande Occasione, anche per i nostri protagonisti quell’anno è una sfida da vincere. I loro destini bordeggiano la grande Storia. Storie di ascesa e caduta. Di amore. Di sesso. Vite vissute a cavallo tra Milano, da cui soffia il Vento del Nord, e Roma, dove quel vento genera turbini. Mescolandosi ai volti più noti, destreggiandosi tra le onde degli eventi. Qualcuno riuscirà a cavalcarle, qualcun altro affogherà. Per loro l’Italia che hanno davanti è la Terra Promessa. Per noi, a distanza di vent’anni, è la nostalgia di ciò che poteva essere e non è stato. 1992 è stato per noi un lavoro intenso e diverso dagli altri, una delle rare volte in cui in Italia ci si è avvicinati al modello produttivo americano in cui gli sceneggiatori sono anche i ‘creatori’ della serie. Oltre l’ideazione e la scrittura abbiamo avuto un ruolo in tutte le fasi, dalla preparazione alle riprese, fino al montaggio. Una sfida unica ed esaltante, durata tre anni.

 
ALESSANDRO FABBRI
Nato a Ravenna nel ’78, è scrittore e sceneggiatore. Ha vinto il premio Campiello Giovani nel ’96 e pubblicato i romanzi Mosche a Hollywood, Quell’Estate di Sangue e di Luna (con Eraldo Baldini), Il Re dell’Ultima Spiaggia e Il Ragazzo Invisibile. Come sceneggiatore ha firmato l’adattamento italiano della serie In Treatment, la serie Catturandi, e i film La Doppia Ora e Il Ragazzo Invisibile.
 
LUDOVICA RAMPOLDI
Scrive per cinema e televisione. Sul grande schermo ha firmato soggetto e sceneggiatura de Il ragazzo invisibile, La kryptonite nella borsa, Il gioiellino, La doppia ora e ha collaborato al copione de La ragazza del lago. Per la televisione ha lavorato a Gomorra – La serie e all’adattamento italiano di In Treatment. Ha inoltre pubblicato il romanzo Il ragazzo invisibile (Salani, 2014) ispirato al film.
 
STEFANO SARDO
Nato a Bra, nel ’72. Con Fabbri e Rampoldi ha firmato l’adattamento italiano di In treatment e, per il cinema, La Doppia Ora e Il Ragazzo Invisibile. Ha inoltre scritto i film Tatanka e Workers - pronti a tutto e varie serie tv. Nel 2013 ha diretto il documentario Slow Food Story. Ha pubblicato due romanzi: L’America delle Kessler e Il Ragazzo invisibile. Musicista, ha pubblicato 5 album con i Mambassa.

 
STEFANO ACCORSI

Nato a Bologna. Ha debuttato nel film Fratelli e Sorelle di Pupi Avati (1991). Dopo il film, la Scuola di Teatro, il diploma nel 1993, la Compagnia del Teatro Stabile dell’Arena del Sole con cui recita in diversi spettacoli classici da Pirandello a Goldoni. Si divide tra Italia e Francia. Recentemente è stato insignito, dal Ministero della Cultura francese, Chevalier de l’Ordre des Arts et des Lettres. Tra i suoi film: Jack Frusciante è uscito dal gruppo di Enza Negroni, Piccoli maestri di Daniele Luchetti, Ormai è fatta di Enzo Monteleone, Un uomo perbene di Maurizio Zaccaro, Capitães de Abril di Maria de Medeiros, Come quando fuori piove di Mario Monicelli, Radiofreccia di Luciano Ligabue, L’ultimo bacio e Baciami ancora di Gabriele Muccino, Le fate ignoranti e Saturno contro di Ferzan Ozpetek, La stanza del figlio di Nanni Moretti, Santa Maradona di Marco Ponti, L’amore ritrovato di Carlo Mazzacurati, Romanzo Criminale e Un viaggio chiamato amore di Michele Placido (Coppa Volpi alla 59ª Mostra di Venezia), La faute à Fidel di Julie Gavras, Tous les soleils di Philippe Claudel, L’Arbitro di Paolo Zucca, Italian Race di Matteo Rovere. Nel 2013 debutta alla regia con il corto Io non ti conosco (Nastro d’Argento come miglior esordio alla regia). In questo periodo, in tournée, con Decamerone vizi, virtù, passioni tratto dal Decamerone di Boccaccio, regia di Marco Baliani.
 
GUIDO CAPRINO
Nato a Taormina, studia a Milano presso The Acting Center diretto da Richard Gordon. La prima apparizione sul grande schermo è ne Il regista di matrimoni di Marco Bellocchio e successivamente è diretto da Roberto Faenza ne I Vicerè. Tra i lavori più significativi in tv: Matilde di Luca Manfredi, L’ultima frontiera di Franco Bernini e Medicina generale di Renato De Maria ed è il protagonista della serie Il commissario Manara. Con Olivia Magnani è protagonista del film Un amore di Gide di Diego Ronsisvalle. Diretto da Mario Martone interpreta Felice Orsini uno dei ruoli più intensi ed apprezzati del film Noi credevamo. È uno dei protagonisti della serie TV di Sky In Treatment, di Saverio Costanzo e della serie 1992 di Giuseppe Gagliardi. È inoltre protagonista della serie in lavorazione Sottocopertura di Giulio Manfredonia.
 
DOMENICO DIELE

Nasce a Siena e si trasferisce giovanissimo a Roma dove intraprende la carriera teatrale. Nel 2005 si diploma in recitazione alla Scuola Internazionale di Teatro e inizia la carriera da attore prendendo parte ad alcune serie televisive come Adriano Olivetti – La forza di un sogno per la regia di Michele Soavi. Nel 2011 interpreta il ruolo di Andrea Costantini nel film ACAB – All Cops Are Bastard per la regia di Stefano Sollima e nel 2013 è il protagonista del film di Claudio Noce intitolato La Foresta di Ghiaccio con Emir Kusturica e Ksenia Rappoport. È uno dei protagonisti di 1992, la serie TV firmata Sky e prodotta da Wildside, per la regia di Giuseppe Gagliardi.
 
MIRIAM LEONE
Nasce a Catania, nel 2008 vince il concorso Miss Italia. Nel 2010 debutta sul piccolo schermo nel film TV Il ritmo della vita di Rossella Izzo. Recita al cinema in Genitori & figli-Agitare bene prima dell’uso di Giovanni Veronesi e in tv nella fiction Distretto di Polizia 11. Recita un cameo nel film I soliti idioti di Enrico Lando. Recita nella fiction Un passo dal cielo 2. È la madrina del Roma Fiction Fest nel 2012. Nell’autunno del 2014 è la protagonista femminile di due film Fratelli Unici di Alessio Maria Federici e La scuola più bella del mondo di Luca Miniero. E’ tra i protagonisti di 1992 di Giuseppe Gagliardi. Prossimamente tornerà al cinema con La Grande Seduzione di Massimo Gaudioso.
 
TEA FALCO

Nasce a Catania e oltre ad essere un’attrice è anche una fotografa. Nel campo della fotografia ha iniziato ad esporre nel 2000 e dal 2009 partecipa a diverse mostre in Italia e all’estero. Ha vinto il premio “Art in Quart” nel 2010 e il “Premio Basilio Cascella” nel maggio 2011. Ha esordito a teatro nel 2004. Nel 2007 debutta al cinema ne I Vicerè per la regia di Roberto Faenza. Viene scelta da Bernardo Bertolucci come protagonista del suo film Io e te tratto dal romanzo di Niccolò Ammaniti, per il quale è candidata al David di Donatello nel 2013 come migliore attrice protagonista. Nel 2014 è tra i protagonisti del film di Carlo Verdone Sotto una buona stella. È una dei protagonisti di 1992 di Giuseppe Gagliardi. È attesa sul grande schermo nel nuovo film di Francesco Mandelli e Fabrizio Biggio, La solita commedia - Inferno.
 
ALESSANDRO ROJA

Diplomato presso la Scuola Nazionale di Cinema-Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma, Alessandro Roja è noto al pubblico per la sua interpretazione del Dandi nella serie TV di Sky Romanzo Criminale di Stefano Sollima. E’ uno degli interpreti del film corale Diaz don’t clean up this blood diretto da Daniele Vicari, e recita da protagonista dei film I più grandi di tutti di Carlo Virzì e Song’e Napule dei Manetti Bros. Per la tv è interprete del film L’olimpiade nascosta e La farfalla granata nel ruolo di Gigi Meroni. Per il teatro ha portato in tourné e in tutta Italia il monologo Misterman di Enda Walsh per la regia di Luca Ricci. È uno dei protagonisti di 1992 di Giuseppe Gagliardi.
 
 
GLI EPISODI
 
EPISODIO 1
L’arresto di Mario Chiesa è la scintilla che accende Tangentopoli. Mentre in Italia è in atto un terremoto politico le vite e le aspirazioni di sei persone comuni si intrecciano.
EPISODIO 2
La carriera televisiva di Veronica è a un passo dal grande salto, ma le vicende di Tangentopoli sembrano toglierle il sostegno essenziale. Pietro accetta la sfida della politica.
EPISODIO 3
Luca ha ottenuto la vendetta che cercava ma non ha ancora giustizia. Leo deve affrontare la minaccia di un ricatto: qualcuno ha scoperto una torbida verità sul suo passato.
EPISODIO 4
Una nuova occasione pare permettere a Veronica di inseguire di nuovo i propri sogni. Bibi si trova di fronte a responsabilità da cui era sempre fuggita.
EPISODIO 5
Tutti i protagonisti sono alle prese con un nuovo inizio: alcuni per ricominciare devono accettare di fare un passo indietro mentre altri ottengono quello che non avevano neanche osato sperare.
EPISODIO 6
Luca si avvicina ai progetti di Bibi per la Mainaghi Holding. Leo si avventura in una rischiosa scalata al potere. Sullo sfondo un nuovo terribile attentato mafioso scuote il paese.
EPISODIO 7
Nell’apparente immobilità dell’estate, i vecchi schieramenti della politica lavorano per organizzare il proprio contrattacco, mentre i protagonisti devono confrontarsi con le difficili conseguenze della loro ambizione.
EPISODIO 8
Di Pietro scopre che nel pool Mani Pulite si nasconde una talpa. Leo è vicino alla realizzazione del suo sogno politico, ma le sue convinzioni entrano in crisi.
EPISODIO 9
Luca è pronto a rischiare tutto pur di vendicarsi, fino a compromettere la sua posizione nel pool Mani Pulite. Pietro è costretto a rinnegare se stesso per non perdere Veronica.
EPISODIO 10
Di Pietro e il pool Mani Pulite arrivano a coinvolgere nell’inchiesta Bettino Craxi. Contemporaneamente i sei protagonisti si trovano di fronte a scelte estreme: vincerà chi sarà pronto a pagare il prezzo più terribile.
 
 
SCENOGRAFIA
 
Il lavoro di ricerca è stato gigantesco. La creazione di un’epoca così vicina è stata la sfida più ardua. Entusiasmante la possibilità di ricreare mondi di personaggi molto diversi tra loro
 
La creazione di un’epoca così vicina alla nostra è stata la sfida più ardua. La cosa più entusiasmante, invece, è stata la possibilità di ricreare mondi di personaggi molto diversi tra loro. Quindi la necessità di individuare uno stile univoco. La corrispondenza cromatica con i costumi, le indicazioni stilistiche della fotografia, la voglia di sperimentare sulla messa in scena, hanno guidato le scelte degli ambienti, seguendo una rigida linea formale per le superfici, i materiali e i colori delle scene. Il lavoro di ricerca è stato gigantesco. Raramente uno scenografo può cimentarsi con un film lungo cinquecento minuti in cui accadono eventi nell’arco di un solo anno. Affascinante e divertente insieme è stato individuare gli oggetti più rappresentativi di quell’anno e renderli allo stesso tempo invisibili in scena – per il realismo che la serie vuole mantenere – ed evidenti per il mondo che è stato ricreato.
 
 
COSTUMI

Per ogni personaggio è stato studiato un guardaroba che lo caratterizzasse, quasi a stereotiparlo, come si faceva nel noir americano degli anni ‘40 e ‘50
 
Gli abiti dei personaggi di 1992 si rifanno alla tradizione del cinema noir, alla moda degli anni ‘40 e al blu oltremare dei completi dei giovani yuppies dei primi anni ‘90. Per ogni personaggio è stato studiato un guardaroba che lo caratterizzasse, quasi a stereotiparlo, come si faceva nel noir americano degli anni ‘40 e ‘50. E ogni personaggio è contraddistinto da toni precisi, tesi ad esaltarne la personalità. In linea con il cambio di tendenza e lo stile della moda di quell’anno, i costumi della serie presentano linee più sobrie, morbide e voluttuose rispetto alle esagerazioni del decennio precedente. Domina il nero assoluto della moda grunge dei centri sociali e dei locali underground milanesi. Come nella migliore tradizione noir, tutto è stato pensato e realizzato a rappresentare simbolicamente il conflitto tra il bene e il male.
 
 
MUSICHE ORIGINALI
 
“Accompagnare la storia con la musica è stato il mio personale contributo al romanzo di formazione di un’Italia giovane e vecchia allo stesso tempo”
 
Il 1992 è una porta aperta sul tempo. Per una parte di noi uno schiaffo alla coscienza collettiva, per altri un periodo irripetibile di eccitazione e conquista. Una colonna sonora è come un vestito: lo scegliamo con cura per presentarci agli altri e prima ancora per stare bene con noi stessi; deve essere giusto, misurato, a tratti speciale o convenzionale, a seconda dell’uso “sociale” e partendo da quale idea vogliamo lasciare di noi. Questo è il senso della musica di 1992. Ci sono gli elementi classici, i temi “nobili” che profumano del legno di archi e pianoforti, quelli che sottolineano le emozioni ed i momenti in modo chiaro. E ci sono le sporcature, le parti di elettronica, quelle a volte piene di energia, a volte disturbanti, a volte cariche di aggressività e di edonismo. Ci sono le canzoni dell’epoca e giochi di stile risuonati con gli stessi strumenti che si usavano in quegli anni per comporre musica: tecnologie ormai abbandonate da chi crea il suono esattamente come i telefoni cellulari dell’epoca, ma gli anni 90 sono stati un periodo florido per le canzoni e per tutto il comparto “musica”; forse uno degli ultimi decenni in cui si è percepito nell’ambiente artistico una rivoluzione profonda e necessaria, prima della stasi degli anni 2000, quasi come la storia del nostro Paese. Questi sono i piani su cui si gioca la parte musicale della serie: le suggestioni classiche del film d’autore e la diaspora di una elettronica che lascia i propri territori per mescolarsi al linguaggio nobile. Sono due binari diversi, che non sempre corrono nella stessa direzione ma che alla fine, miracolosamente, portano alla stessa destinazione: vestire una delle serie più moderne di tutto il panorama europeo.


VIDEO INTERVISTA CON ALESSANDRO ROJA