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ANIMAZIONE TRA PRESENTE E FUTURO

Pubblicato il 05/09/2012
DAL NOSTRO CORRISPONDENTE A LOS ANGELES

All’Istituto Italiano di Cultura di Los Angeles è di scena l’animazione, sempre più mezzo di espressione in grado di esplorare temi diversi quali la Seconda Guerra Mondiale, andando oltre i limiti dell’intrattenimento rivolto esclusivamente ad un pubblico giovane. Un ricco programma, quello presentato nella sala Rossellini dell’Istituto, che mette a confronto la tradizione degli artisti italiani con i lavori in computer graphic degli studenti americani dell’Art Institute of California. L’evento è stato reso possibile grazie alla fondazione Cinema Without Borders di Bijan Tehrani, promotore dell’idea accolta con entusiasmo dal direttore dell’Istituto Alberto Di Mauro.

Nella prima parte Mike Libonati, docente dell’Art Institute of California, ha presentato i corti dei propri studenti che spaziavano dalla comicità fisica del protagonista di Angry Monkey realizzato da Anthony Morris alla CGI del nostro Carlo Sansonetti, il quale con The Auction ha saputo ironizzare sulla sindrome di Peter Pan e sui pericoli che si celano dietro le aste su eBay.
È poi toccato all’executive producer della Acme Filmworks, Ron Diamond presentare i lavori degli artisti italiani, i quali spesso pongono la poesia davanti alla tecnica. Fantasia e creatività accomunano la serie di corti, non necessariamente rivolti a divertire, piuttosto finalizzati a suscitare un’ampia gamma di emozioni.

Un giusto tributo è stato dedicato a Cinzia Angelici, artista italiana con un considerevole curriculum alle spalle. La sua carriera è passata per tutti gli Studios americani più importanti nel campo dell’animazione (Disney, Dreamworks, Amblimation, Sony Imageworks) in produzioni di rilievo quali Bolt, Prince of Egypt, Spirit, Open Season, Kung Fu Panda 2. Angelici è attualmente al lavoro sul corto Mila, un personalissimo progetto che ha trovato il sostentamento da parte della Trentino Film Commission, e che è stato portato avanti grazie alla partecipazione volontaria di circa 25 animatori provenienti da tutte le parti del mondo. L’opera non è ancora stata completata (l’artista è in cerca di fondi) ma tavole e storyboard che ne illustrano la genesi e l’evoluzione sono state esposte nella galleria dell’Istituto. Mila è la storia di una bambina che si ritrova nel mezzo del conflitto della Seconda Guerra Mondiale, un punto di vista insolito, quello dei più piccoli, basato in parte sui racconti dei nonni con i quali Angelici è cresciuta.

È stata poi la volta del piatto forte della serata, il riconoscimento alla carriera a Phil Roman, un’istituzione nel mondo dell’animazione, la cui vita è stata spesso caratterizzata dall’unione di talento e coraggio nel rimettersi sempre in gioco. Roman, di origini ispaniche, è riuscito ad affermarsi a Hollywood grazie ad una grande umiltà e perseveranza nell’inseguire i propri sogni. Nella sua lunga carriera di produttore ha collezionato sei Emmy Awards, passando con disinvoltura da Charles Shultz, il papà di Charlie Brown, alla Disney fino ad una partnership con Hanna e Barbera; ogni volta decidendo di lasciarsi il successo alle spalle per imbarcarsi in una nuova avventura. Una mossa avventata che lo stesso Roman definisce 'stupida'. Ma tale irresponsabilità è in contrapposizione con chi si ritiene più intelligente e guarda a tutte le opzioni prima di far qualcosa, impiegando tempo prima di decidere. Uno ‘stupido’ invece, dice Roman, si butta a capofitto senza pensarci due volte. Questa sua imprudenza unita alla sicurezza in sé stesso lo ha portato dove è oggi, ovvero ad avere uno studio con il proprio nome, la Film Roman che ha prodotto I Simpson, King of the Hill, The Critic e numerosi speciali su Garfield. Roman si è concesso generosamente al pubblico presente, raccontando le esperienze vissute e fornendo un valido esempio, una fonte d’ispirazione per i giovani talenti.