BAAD EL MAWKEAA
Anno di produzione 2012
16/05/2012
FESTIVAL DE CANNES 2012
Un film di Yousry Nasrallah. Con Mena Shalaby, Bassem Samra.
DAL NOSTRO INVIATO A CANNES
Un dramma umano ma soprattutto un film sociale 'Baad El Mawkeaa' dell'egiziano Yousry Nasrallah. La vita di una donna e un uomo si incrociano sullo sfondo dei giorni precedenti alla rivoluzione del febbraio 2011.
Il governo di Mubarak è ormai privo di ogni sostegno popolare e chi lo appoggia viene emarginato o peggio. Il malcontento in Egitto è ai massimi livelli e la rabbia e la voglia di cambiamento si respira tra le mura domestiche di ogni famiglia, indipendentemente dal ceto sociale. Perfino nelle scuole i ragazzi cercano vendetta.
In questo paese ormai diviso si muovono gli attori abilmente orchestrati dall'ormai esperto Nasrallah. Tante le tecniche di ripresa, dalla macchina a mano al digitale documentaristico. Le scenografie non possono che essere quelle vere e vive dei luoghi in cui sono ambientate le vicende narrate. Addirittura alcuni frammenti sono stati girati per le vie de Il Cairo durante i giorni di fermento, senza alcuna ricostruzione od artificio. Questo è indubbiamente un grande pregio, che conferisce estremo realismo alla pellicola in questione.
E' la sceneggiatura a risultare troppo confusa, forse frammentaria e di conseguenza pesante per la durata di due ore piene di film.
Interessante ma non eccelso.
Un dramma umano ma soprattutto un film sociale 'Baad El Mawkeaa' dell'egiziano Yousry Nasrallah. La vita di una donna e un uomo si incrociano sullo sfondo dei giorni precedenti alla rivoluzione del febbraio 2011.
Il governo di Mubarak è ormai privo di ogni sostegno popolare e chi lo appoggia viene emarginato o peggio. Il malcontento in Egitto è ai massimi livelli e la rabbia e la voglia di cambiamento si respira tra le mura domestiche di ogni famiglia, indipendentemente dal ceto sociale. Perfino nelle scuole i ragazzi cercano vendetta.
In questo paese ormai diviso si muovono gli attori abilmente orchestrati dall'ormai esperto Nasrallah. Tante le tecniche di ripresa, dalla macchina a mano al digitale documentaristico. Le scenografie non possono che essere quelle vere e vive dei luoghi in cui sono ambientate le vicende narrate. Addirittura alcuni frammenti sono stati girati per le vie de Il Cairo durante i giorni di fermento, senza alcuna ricostruzione od artificio. Questo è indubbiamente un grande pregio, che conferisce estremo realismo alla pellicola in questione.
E' la sceneggiatura a risultare troppo confusa, forse frammentaria e di conseguenza pesante per la durata di due ore piene di film.
Interessante ma non eccelso.
Luca Svizzeretto
















