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Luca Svizzeretto
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Anno di produzione 2012

LE COSE BELLEVENEZIA 2012 - GIORNATE DEGLI AUTORI VENICE DAYS

Pubblicato il 03/09/2012
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Un film di Agostino Ferrente, Giovanni Piperno.

LE COSE BELLE VENEZIA 2012 - GIORNATE DEGLI AUTORI VENICE DAYS
DAL NOSTRO INVIATO A VENEZIA

Un documentario vero, vivo, intenso e commovente. Uno spaccato di realtà partenopea come mai si era visto prima al cinema. Di certo uno dei prodotti cinematografici indipendenti italiani più interessanti passati all'edizione 2012 della Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia per la sezione Giornate degli Autori - Venice Days.
A Napoli il tempo non esiste: è una credenza popolare, una superstizione, una scaramanzia, un trucco, una canzone. Il tempo si passa ad aspettare, e poi, all'improvviso, a ricordare. Ma allora, le cose belle arriveranno? O le cose belle erano prima? 
Quattro vite a confronto nella Napoli piena di speranza del 1999 ed in quella paralizzata di oggi. La fatica di diventare adulti attraverso gli occhi di quattro ragazzi napoletani: Fabio ed Enzo, due maschietti dodicenni ancora bambini, e Adele e Silvana, due signorinelle quattordicenni. Quattro sguardi pieni di bellezza, tristezza, ironia, ingenuità, cinismo. E soprattutto radiosi di quella luce speciale che solo a quell’età possiede chi ancora sogna le cose belle. 
Ma già allora, nel ’99, quando girammo Intervista a mia madre un documentario per la televisione che voleva raccontare dei frammenti di adolescenza a Napoli, i nostri quattro protagonisti ostentavano scaramantico disincanto: perché la catastrofe, sempre in agguato nella loro città, è una minaccia nonché un alibi che rende le vite dei napoletani immobili, e loro lo sapevano, per istinto e per educazione. 
Dieci anni e tre sindaci dopo, passando dal “rinascimento culturale” che attirava artisti da tutto il mondo, alla Gomorra raccontata da Saviano, siamo tornati a filmarli, inseguendoli per un arco di tre anni: nel 2012, alle cose belle, i nostri ragazzi non credono più: forse sono già passate. O forse le cose belle non vanno cercate né nel futuro e né nel passato, ma in quel presente vissuto con la straziante bellezza dell’attesa, dell’incerto vivere alla giornata, della lotta per una esistenza dignitosa: nuotando talvolta controcorrente e talvolta lasciandosi trasportare.