Housetv
Filmhousetv
Horrorhousetv
Scifihousetv
Dramahousetv
Comedyhousetv
Animationhousetv
Thrillerhousetv
Serialhousetv
Soccerhousetv
Nazionalehousetv
Interhousetv
Milanhousetv
Juventushousetv
Napolihousetv
Romahousetv
Laziohousetv
Luca Svizzeretto
background
Breaking News»
Logo

DAVID FINCHER A ROMA: ''IL MIO 'MILLENIUM' NON E' SOLO UNA STORIA DI VIOLENZA E PERVERSIONE''

Pubblicato il 10/01/2012
DAVID FINCHER A ROMA: ''IL MIO 'MILLENIUM' NON E' SOLO UNA STORIA DI VIOLENZA E PERVERSIONE''
David Fincher è ormai un regista specializzato in thriller che vedono degli psicopatici spargere il terrore. Basti pensare a 'Seven', 'Panic Room', 'Zodiac'. Non poteva che essere affidato a lui il remake made in Usa di 'Millenium - Uomini che odiano le donne', film svedese del 2009, tratto dall'omonimo romanzo di Larsson. 
Con circa un mese d'anticipo (l'uscita è prevista per il 3 febbraio), Fincher è sbarcato a Roma per presentare alla stampa la sua ultima fatica cinematografica in ordine di tempo. Ben fatto, grande regia e grandi interpretazioni di Daniel Craig e Rooney Mara.

Fincher per prima cosa ha raccontato come si è avvicinato al progetto.
In realtà non l'ho deciso io, o meglio l'ho deciso io, ma solo perchè mi è stato chiesto di farlo. Non ero di certo nuovo a storie di questo tipo che parlano di assassini seriali, di violenza e di perversione ma ero del tutto entusiasta all'idea di cimentarmi in una storia che approfondisse un rapporto complicato tra una ragazza di ventiquattro anni ed un uomo adulto, due personaggi assai ben rappresentati nel libro di Larsson, un romanzo che ho molto amato. Mi intrigava molto provare a raccontare a modo mio la relazione tra i due, due individui così complessi ma diversi tra loro. Era una cosa che non avevo mai fatto e che non vedevo l'ora di fare con in mano la storia giusta. 
Una pellicola riuscita dicevamo quella di Fincher. Pellicola che colpisce fin da subito con i particolarissimi titoli di testa.
Sono un omaggio a Maurice Binder, il creatore di molte delle sequenze dei titoli di testa dei film più celebri di James Bond a partire dagli anni '60, un vero genio. Volevo che essi rappresentassero più di ogni altra cosa il punto di vista di Lisbeth sul rapporto uomo/donna, volevo che rappresentare al meglio i suoi incubi e le sue debolezze, ma soprattutto la sua oscurità.
'Uomini che odiano le donne' non è un romanzo facile da trasporre. Non lo era stato ai tempi del primo tentativo svedese (che lanciò l'attrice Noomi Rapace) non lo è statp per Fincher.
La cosa più complicata è stata sicuramente riuscire a fare le scelte giuste in modo da concentrare in un film di due ore e mezza abbondanti l'essenza di una storia raccontata in 600 pagine di cui 450 sarebbero per forza di cose state metaforicamente buttate nel cestino. Una delle scene più difficili da girare è stata quella dell'inseguimento finale, primo perchè per sua natura è complicato riprendere una moto che insegue una macchina a grande velocità di notte, secondo perchè lo devi fare ad una temperatura rigidissima con un clima che è di molti gradi sotto lo zero.
Come dicevamo, David Fincher sembra essersi ormai specializzato in thriller mozzafiato, indagini impossibili e serial killer. Come mai ce lo ha spiegato lui.
Questo è molto più pulp rispetto a Zodiac a mio avviso ed è per questo che lo considero molto di più un film di genere, mentre Zodiac non saprei nemmeno catalogarlo. La cosa più interessante in quest'ultimo è che i personaggi corrono dietro alla verità ma alla fine non rimangono mai soddisfatti dalle risposte che ottengono durante l'evoluzione della storia. In Millennium - Uomini che odiano le donne invece si respira sin dall'inizio la sensazione che il colpevole prima o poi non solo verrà scoperto ma verrà anche punito a dovere per quel che ha commesso. La differenza sostanziale però sta nel fatto che i due protagonisti qui riescono insieme a trovare la soluzione del mistero e contemporaneamente anche a trovare una via d'uscita dal tunnel psicologico in cui si erano rintanati. 
Il film svedese lanciò Noomi Rapace nel ruolo di Lisbeth Salander. Un ruolo complicatissimo da interpretare. Come è stata scelta Rooney Mara e perché.
Quando abbiamo iniziato il casting abbiamo allestito degli uffici di selezione in tutto il mondo senza accorgerci minimamente che l'attrice giusta l'avevamo non solo 'in casa' ma sotto il naso. In quel momento infatti stavo ancora terminando le riprese di The social network e lei era nel cast in un piccolo ma significativo personaggio. Rooney è stata l'unica attrice americana a fare il provino ed è stata obiettivamente la migliore di tutte, solo che quando lanci una rete in uno spazio così ampio alla fine raccogli tante possibilità che devi comunque valutare. In The Social Network interpretava un personaggio che era l'esatto contrario di Lisbeth, ad un certo punto le ho chiesto: "riesci a fare l'opposto di quello che hai fatto finora?", la sua risposta è stata sempre affermativa, ha superato le tantissime prove che le abbiamo posto di fronte, non ha mai mollato e dopo alcune settimane abbiamo capito che era veramente disposta a fare di tutto per avere la parte. Non abbiamo saputo né voluto più resisterle.
Del resto Fincher è sempre stato affascinato dai ruoli particolarmente complicati da dover interpretare per i suoi attori.
Io sono interessato ai personaggi in quanto parti integranti di una storia ben congegnata. Per me una storia è una somma di eventi cronologici che si amalgano alla perfezione con la caratterizzazione dei personaggi che la portano avanti, con la loro psicologia, con il tema di fondo che avvolge tutto dando un senso compiuto al tutto. L'importanza dei particolari è fondamentale per me perché solo così riesco ad attirare l'attenzione dello spettatore. Mi piace raccontare quello che succede, il come, il perché, chi fa questa cosa chi ne fa un'altra per un altro motivo, mi piace studiare nei dettagli cosa indossano i protagonisti, che luce trasmettono, cos'hanno in mano. Mi piace moltissimo studiare in modo particolareggiato l'ordine in cui tutto si concatena, ma merita un occhio di riguardo il punto di vista da cui io voglio far vedere gli avvenimenti. Provo in tutti i modi a coinvolgere il pubblico e a fare in modo che esso sospenda il giudizio fino all'istante finale. In una storia entrano in gioco tantissimi elementi e io personalmente mi sento come un giocoliere che guarda le sue biglie volteggiare in aria e le riafferra sempre in maniera diversa da come le ha lanciate.
Cosa c'è nel prossimo futuro di Fincher e vedremo i due sequel di Millenium, come fu per la saga svedese?
Attualmente sto lavorando ad uno show televisivo (la serie drammatica House of cards, con Kevin Spacey e Robin Wright, attrice che compare anche nel cast di Millennium - Uomini che odiano le donne nel ruolo del caporedattore della rivista Millennium), per quel che riguarda i sequel non ne ho idea, immagino che questa sarà una decisione che prenderanno i produttori (in realtà la Sony ha confermato in giornata che è stato raggiunto il budget per confermare la produzione dei due sequel).
Detto questo. Anche in futuro solo thriller o magari potrebbe chissà pensare di tentare un giorno la strada della commedia?
E pensare che io ho sempre pensato che Fight Club fosse una commedia (scherza n.d.r.), quindi pensavo di aver già dato. Ho una concezione un po' particolare sui film per famiglie, con mia figlia ad esempio ho visto al cinema tanti film diversi, da L'esorcista a Transformers.