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ROONEY MARA A ROMA: ''IO INDIPENDENTE COME LISBETH''

Pubblicato il 10/01/2012
ROONEY MARA A ROMA: ''IO INDIPENDENTE COME LISBETH''
Ronney Mara è arrivata a Roma insieme al regista David Fincher per presentare 'Millenium - Uomini che odiano le donne', remake americano del thriller svedese tratto dal romanzo firmato Stieg Larsson. La Mara si è presentata con un nuovo look, molto simile a quello della protagonista Lisbeth Salander, che interpreta nel film.

Un ruolo quello di Lisbeth Salander che moltissime attrici avrebbero desiderato e che ha visto un casting complicatissimo, aperto in ogni capitale del mondo. Ma come si è preparata la Mara e a chi si è ispirata per dare vita alla sua Lisbeth.
Appena ho saputo che David aveva accettato di girare questo remake – ci dice Mara – senza essere troppo invadente ho cominciato a pensare a come convincerlo che io sarei potuta essere una buona candidata. E’ chiaro che chiunque mi abbia visto nei panni di Erica Albright in The Social Network, una ragazza acqua e sapone di Harvard, non credo avrebbe pensato a me per un ruolo che è l’esatto opposto. Prima ancora di sapere che poi David tra le tante candidate che aveva valutato aveva scelto me, mi ero vista per bene il film originale e, avevo capito da subito, che non dovevo assolutamente rifarmi all’interpretazione di Noomi Rapace. Non avrebbe avuto alcun senso. Dovevo dar vita ad un’altra Lisbeth. Così, quando ho avuto la conferma che la parte era stata affidata a me, mi sono concentrata molto di più sul libro di Stieg Larsson e penso ne sia uscita una versione davvero differente. Né meglio, né peggio. Diversa!
Fatto sta che quello di Lisbeth è un ruolo complicato da interpretare anche da un punto di vista prettamente fisico. E' possibile avere dei ripensamenti davanti a una sfida del genere?
Nessuno. Perché per qualsiasi attrice/attore una parte come quella di Lisbeth è un dono. L’idea di trasformarmi in quel modo mi eccitava terribilmente.
Un ruolo comunque in cui è difficile entrare e ancor più difficile uscire.
E’ stato più duro uscirne – afferma l’attrice – perché Lisbeth è un sogno per qualsiasi attore. Quante volte ti può capitare di trovare un personaggio così complesso e intrigante in una carriera? Impersonare una ragazza di ventitré anni che la vita ha marchiato a fuoco e che per proteggersi ‘sembra’ emotivamente distaccata da tutto e da tutti. Questo suo aspetto è la parte che mi ha attratto e spaventato maggiormente. Penso che ci siano ben poche persone al mondo che non sarebbero incuriosite dal cercare di scalfire o di rompere la corazza che Lisbeth si è cucita addosso. Inoltre è incredibilmente intelligente, sveglia, indipendente... è molto vendicativa, ma la gente – a parte Mikael – le ha sempre e solo fatto molto, molto male. Sia fisicamente che psicologicamente. Però lei ha continuato prima a sopravvivere e poi, una volta conosciuto lui, ha cominciato anche a vivere.
David Fincher ha fama di non essere un regista facile e che con lei è stato molto duro anche sul set di 'The Social Network', nonostante la sua parte fosse piuttosto piccola.
E’ vero l’ho rifatta cento volte ma era giusto così... David Fincher è un bravissimo regista e io mi fido completamente di lui. Ha un suo metodo ben preciso di lavoro e se le scene te le fa rifare vuole dire che devono essere rifatte. Io voglio lavorare con registi come lui, capaci, determinati, intelligenti... pieni di talento.
Come è il suo rapporto con i giovani attori della sua generazione e si sente vicina al personaggio di Lisbeth, visto che ne ha preso anche il look, nonostante le riprese siano terminate da lungo tempo?
I miei migliori amici non sono attori, quindi non ci sono problemi di competizione. E sono anche un po’ un lupo solitario, non mi dispiace starmene a casa a studiare, devo finire la mia laurea in psicologia, o fare altre cose per conto mio. Sotto questo punto di vista assomiglio a Lisbeth Salander, amo essere indipendente. 
Se David Fincher non è facile sul set figuriamo Terrence Malick che la dirigerà prossimamente. Si sente pronta?
Non posso proprio dire altro su questo progetto se non che ne sono fiera e felicissima di farne parte.