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SPECIALE ESCLUSIVA SKYFALL : DANIEL CRAIG, SAM MENDES E NAOMIE HARRIS INTERVISTATI A ROMA

Pubblicato il 26/10/2012
SPECIALE ESCLUSIVA SKYFALL : DANIEL CRAIG, SAM MENDES E NAOMIE HARRIS INTERVISTATI A ROMA
INCONTRO CON DANIEL CRAIG

Elegantissimo, carismatico, educato è proprio così Daniel Craig, come il suo James Bond, del resto buon sangue non mente e nelle sue vene scorre quello britannico di 007.
Questa è la terza volta che Craig si cala nei panni di Bond, dopo ‘Casino Royale’ e ‘Quantum of Solace’ ed è ormai entrato nel cuore dei tantissimi fans della saga.
“Quando ho cominciato ad interpretare Bond ho pensato che se nella mia vita poi avessi fatto solo questo sarebbe stato perfetto lo stesso. Fortunatamente non è stato così e ho interpretato molti altri ruoli ma questo ha cambiato la mia carriera e la mia vita in maniera assoluta. Lo sapevo fin da subito. Poi non è che potevo chiedere prima agli altri attori che avevano avuto lo stesso ruolo l'effetto che faceva. Io ho cercato di restare quello che sono nella mia vita privata. Amici e famigliari mi hanno aiutato a non cambiare”.
James Bond in ‘Skyfall’ cambia il suo modo classico di essere. Più umano, deve confrontarsi con i suoi spettri interiori e con le sue debolezze, cosa che fino ad oggi non si era mai vista “Quello che abbiamo fatto è stato rimescolare le carte. Inserire nuovi personaggi e portarne di vecchi. Abbiamo creato una dinamica nuova che non so dove ora ci porterà ma so che è un luogo sicuro. Io voglio tutto quello che ha sempre fatto parte del mondo di Bond ma voglio anche questo sguardo al nuovo e al mondo moderno”.
Piacerà al pubblico questo nuovo 007 e sarà gradito ai fans? Craig non ha dubbi “Quando interpreti Bond lo devi fare per tutto il pubblico. Devi realizzare qualcosa che piaccia a tutti quanti. Io prendo questa cosa con estrema serietà perché io stesso sono un fan di Bond. Certo non puoi accontentare proprio tutti. Abbiamo cercato di rinvigorire questa serie con delle scelte moderne e non obsolete. Vogliamo che questa serie continui ancora a lungo anche quando non sarà più io ad interpretare questo ruolo”.
A proposito di futuro, qualcuno parla di un Bond dalla pelle scura dopo quello di Craig, ma l’attore inglese non sembra saperne nulla “Ogni volta che giriamo un nuovo film di 007 esce questa storia. Io non so proprio cosa dirvi. Non ne so nulla. Quello che so con certezza è che ho un contratto per altri due film e quindi sarò ancora James Bond per due volte”.
Tornando alla storia, vediamo fare a 007 cose che prima non avrebbe mai fatto. Come pugnalare alle spalle il suo avversario o lanciarsi in battute a sfondo omosessuale e Craig la legge dal suo punto di vista “Riguardo allo scambio gay tra Bond e Silva, il nemico di turno, credo che quando hai qualcuno che ti domina devi reagire. Bond lo fa replicando col suo stesso atteggiamento e lo fa per contrastarlo e non necessariamente perché ha davvero avuto delle esperienze omosessuali. È un modo per non doversi sottomettere a chi gli sta davanti e dimostrare anche la sua indipendenza e libertà sessuale. Il fatto poi che pugnali alle spalle il nemico è perché questo è forse il nemico che più l'ha messo in difficoltà fino ad ora. In difficoltà a livello umano e personale”.
In ‘Skyfall’ le scene d’azione sono moltissime e tutte incredibilmente emozionanti, cosa che richiede una grande preparazione fisica per gli attori “Fa parte del lavoro la preparazione fisica. Sei mesi prima delle riprese ho iniziato gli allenamenti. Certo i livelli di energia non possono sempre essere al massimo, considerando che poi le stesse riprese durano altri sei mesi. Alla fine quindi ci si sostiene a vicenda anche perché è pur sempre Bond e di feste ne abbiamo fatte parecchie (scherza n.d.r.).Ho dovuto correre molto nel film ed è stato molto faticoso anche perché durante gli allenamenti mi sono stirato il polpaccio e quindi poi correre era particolarmente doloroso”.
Infine una battuta sul suo incontro con la Regina Elisabetta, durante le Olimpiadi di Londra dello corso agosto, quando Craig, nel ruolo di James Bond, l’ha scortata da Palazzo allo Stadio “La mia performance con la regina è stata molto divertente e singolare. Un modo speciale in contrarsi. Emozionante”.
 


INCONTRO CON SAM MENDES

 
Sam Mendes, regista di pellicole di indubbio impatto visivo ed emotivo (‘American Beauty’, ‘Era mio Padre’, ‘Revolutionary Road’), con ‘Skyfall’ dimostra ancor di più il suo talento. Ci troviamo davanti ad uno dei più riusciti film della saga di 007 e a quello più innovativo. James Bond cambia, diviene più umano, più reale e con lui cambia il mondo che glio ruota attorno.
Un grande lavoro di scrittura svolto insieme agli sceneggiatori dunque, come spiega lo stesso Mendes nell’esclusivo incontro stampa, che si è svolto a Roma venerdì 26 ottobre, a cinque giorni dall’attesissima uscita nelle sale.
“Confrontarmi con 007 è stato divertente e molto impegnativo. Non ho pensato che era il cinquantesimo anniversario, questo non mi interessava. La sfida è stata inserire una storia personale nel film. Scoprire quanta azione era necessaria per prendere l'attenzione del pubblico e al tempo stesso raccontare qualcosa di intimo”.
Quindi, come dicevamo, cambia il mondo di Bond “Sicuramente è stata una scelta cosciente cambiare lo stile di Bond. Mi interessava ad esempio avere un cattivo con una storia personale estremamente semplice, quindi una storia di vendetta era perfetta. Questo mi ha preso molto più, piuttosto che raccontare una minaccia politica a livello mondiale”.
Va ricordato che l’agente segreto 007 è di certo uno dei personaggi più amati e popolari della cultura inglese e non è quindi facile mai, per nessun regista, occuparsi delle sue avventure “Non so esattamente quale è il valore di questa saga per gli inglesi. Sicuramente c'è l'orgoglio per la sua longevità. Io volevo evitare lo stereotipo del personaggio così come è conosciuto da sempre. Questo è un Bond che deve giustificare la sua esistenza, come punto di partenza lui non è necessariamente un personaggio importante. Deve giustificare quello che è”.
Questo quindi il cambiamento più grande nel protagonista, interpretato per la terza volta da Daniel Craig “Con Daniel Craig siamo stati in sintonia dal primo all'ultimo riguardo questa prospettiva. È stato bravissimo ad interpretare tutte le sfumature ed i dettagli del personaggio. Quello che è stato ottimo è aver avuto un attore che aveva già interpretato il ruolo, così io ho potuto spingerlo più facilmente verso cose che non aveva ancora fatto. Lui ha accettato di non essere sempre bello ed invincibile nelle riprese, ma di apparire anche invecchiato o debole”.
Ed ora che 007 ha cambiato il suo modo di essere cosa sarà di lui in futuro? “Non so cosa sarà ora di Bond. Questa è la cosa interessante ovvero che spetterà a qualcun’altro raccontarlo. Poi sarà anche interessante vedere il punto di vista di altri registi”. 
Non solo James Bond cambia comunque, gli altri personaggi sono stati modellati su questo rinnovamente a cominciare dalle due Bond Girl di turno, Naomie Harris e Berenice Marlohe “Per quanto riguarda Naomie volevamo in tipo diverso di bond girl, una donna in tutti i sensi che utilizza le armi e si difende da sola. Non volevamo restare bloccati alla vecchia strutturazione del personaggio, anche ciò che ruota attorno a Bond doveva cambiare. Berenice invece appare come il calssico personaggio sensuale e provocatore ma poi cambia improvvisamente e lo fa sorprendentemente bene. Non doveva essere una donna di pura apparenza ma avere qualcosa di nascosto in lei”.
 


INCONTRO CON NAOMIE HARRIS

 
L’universo femminile negli ultimi 30 anni è cambiato notevolmente. Nel bene e nel male e per stare al passo con i tempi inevitabilmente anche le ‘bond girl’ devono mutare la loro prospettiva di vita. Ne è convinto Sam Mendes, regista di ‘Skyfall’, e così le due dive del nuovo capitolo della saga, Naomie Harris e Berenice Marlohe, appaiono più forti e indipendenti di quanto si era mai visto fino ad ora in un film di 007.
Ed è Naomie Harris, che abbiamo incontrato a Roma, insieme a Daniel Craig e allo stesso Mendes, che si racconta la sua esperienza “Io sono nata a Londra e inevitabilmente sono fan di Bond e per me partecipare ad un suo film è un sogno diventato realtà. Non interpreto una bond girl di quelle classiche. Poi loro di solito sono più giovani. Ora però che Craig sta diventando un po' più maturo scelgono delle bond girl un po' più mature a loro volta (ride n.d.r.)”.
In realtà non è tanto una questione d’età quanto di personalità, il cambiamento che si avverte in ‘Skyfall’ “In passato ho condiviso l'idea che la rappresentazione delle donne in Bond era piuttosto sessista, anche se ci sono state delle eccezioni come quella di Grace Jones o Ursula Andress. In questo caso sia regista che produttori volevano operare un taglio netto rispetto al passato. Volevano che si desse una rappresentazione di una donna moderna e positiva, così da riflettere anche i cambiamenti che ci sono stati in società e i nostri tempi moderni”.
Riguardo l’esperienza sul set la Harris si dice incredibilmente e positivamente sorpresa “È stata un esperienza fantastica. Ho interpretato altri film che sono andati bene al botteghino, come Miami Vice o Pirati dei Caraibi, e mi aspettavo la stessa cosa a livello produttiv. Invece è stato come girare un film indipendente. Tutto era deciso in famiglia. Ci sono persone nello staff tecnico che lavorano ai film di Bond da sempre è come una grande famiglia appunto e una cosa simile non l'avevo mai vissuta prima. Ti aiuta a lavorare meglio”.
Così come aiuta professionalmente trovarsi al fianco di un grande attore come Craig “La prima volta che ho incontrato Daniel stava facendo una prova abito di scena e io, intimidita, ho preferito non disturbarlo e sono andata via. Così lui, che mi aveva vista, mi ha inseguita e dato una botta sulla testa chiedendomi dove stavo andando. Mi ha abbracciata e mi ha dato il benvenuto. Questo è lui ed è una persona gentile che si è sempre presa cura di me durante le riprese”.
E la Harris pare proprio innamorata professionalmente di Craig, infatti quando gli chiediamo qual è il suo film di Bond preferito del passato, non ha dubbi “Il mio film di Bond preferito è ‘Casino Royale’ interpretato da Daniel Craig, perché rappresenta un cambiamento importante nella serie. Con lui Bond cambia per sempre”.
Certo togliendo Craig dalla lista dei preferiti di sempre, il primo nome anche per la Harris è quello del mito assoluto “Sean Connery senza dubbio”.
Tanta azione in ‘Skyfall’ e una scienza inziale mozziafato per le vie di Istanbul, dove la Harris guida un furgoncino lanciato all’inseguimento di Bond e di un pericoloso terrorista.
“Abbiamo girato davvero ad Istanbul e girare quella sequanza in auto è stata di certo la più difficile esperienza professionale della mia vita perché prima non avevo mai fatto scene stunt. Ora so cosa significa girare delle vere scene action. Hai a che fare con delle armi da fuoco e anche se spari a salve c'è una potenzialità di pericolo e poi ogni movimento deve essere fatto con estrema precisione per non dover ricominciare tutto dall'inizio, cosa che richiede tantissimo tempo. Bisogna quindi essere estremamente precisi e ricordarsi tutto. Poi sono stata addestrata specificatamente, per un mese intero ho imparato a guidare l'auto. Incredibile”.
E dopo Bond per Naomie Harris un ruolo profondamente drammatico, che le ha dato un po’ di riposo ma solo fisico, non certamente lavorativo “De giorni dopo aver finito le riprese di Bond ho iniziato quelle del film su Mandela dove interpereto il ruolo di Winnie Mandela. Mi ha davvero messo alla prova. Ho dovuto dare dimostrazione di tutte le mie qualità di attrice perché oltretutto interpreto il personaggio dall'età di 16 anni a quella di 50”.
 


TRAILER DEL FILM