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Luca Svizzeretto
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SPECIALE 'L'AMORE BUGIARDO - GONE GIRL': INTERVISTA CON ROSAMUND PIKE

Pubblicato il 12/09/2014
SPECIALE 'L'AMORE BUGIARDO - GONE GIRL': INTERVISTA CON ROSAMUND PIKE
Rosamund Pike era questa mattina a Roma per presentare 'L'Amore bugiardo - Gone Girl', thriller ad alta tensione, diretto da David Fincher, che la vede protagonista al fianco di Ben Affleck
La pellicola e' la trasposizione del bestesellers omonimo (‘Gone Girl’), opera della giornalista Flynn Gillian.
 
Un matrimonio apperentemente perfetto che va in frantumi dopo la sparizione improvvisa di lei. Affleck, nei panni del marito Dunne, viene accusato di omicidio e per salvarsi dovra' scoprire da se, con il solo aiuto della sorella, che fine ha fatto la Pike, nei panni appunto di Amy sua moglie. Una trama complessa e ricchissima di colpi di scena, che non va svelata oltre per non rovinare il gusto della visione ma che vi possiamo dire vede la Pike dare il meglio di se, in un ruolo che prevede mille sfumature diverse e in definitiva è come rappresentasse più personaggi in un solo corpo. Così abbiamo detto anche troppo e ci fermiamo. A voi, se vorrete vederlo, il piacere di scoprire il tutto.
 
Tornando all’incontro di questa mattina, Rosamund Pike ha piu' volte sottolineato l'importanza di poter lavorare con un regista come David Fincher ed e' partita proprio da questo per spiegare anche il suo ruolo.
 
Ecco quello che ci ha raccontato nel nostro incontro presso l’Hotel De Russie.
 
"Fincher in genere fa sempre dei film provocatori e per questo andiamo sempre a vederli. La storia è ambientata negli Usa e forse in Europa le cose sono un po diverse, comunque c'è un forte aumento del narcisismo e spesso i media ci presentano coppie apparentemente perfette e la gente inizia a vedere i rapporti di coppia dall'esterno invece che dall'interno. La protagonista che interpreto si chiede: cosa si sta insieme a fare se non si è la coppia più felice del mondo? Ecco alla base di questa domanda credo ci sia tutto quello che viviamo oggi".

"Come personaggio quello di Amy è molto complicato, affascinante, inquietante. Il pubblico ne è attratto ma anche respinto al tempo stesso. La amano e la odiano. Una personalità molto complicata ma interessante. Da attrice si tratta di una parte molto interessante. Amy non avrebbe mai potuto essere un uomo e non ha neppure caratteristiche maschili. Ha una chimica cerebrale prettamente femminile. Pensa e pianifica da donna. Il mio primo ruolo importante è stato un un film di James Bond e poi ho passato quasi il resto della mia carriera a lottare contro quell'immagine quindi non ho paura di essere antipatica per questo personaggio anzi sono molto curiosa di conoscere le reazioni del pubblico".

"L'autrice del romanzo ama molto sottolineare la rabbia femminile nei suoi libri. Spesso non siamo abituati a vedere le donne esternare la loro rabbia e quando lo fanno sono ritenute delle isteriche. Il personaggio di Amy è cresciuta con un fortissimo senso di rabbia verso il prossimo e per questo è quello che è. Non è una figura diabolica fine a se stessa ma è il risultato di un infanzia particolare. Una situazione a cui possiamo facilmente credere".

"Fincher lascia sempre un finale aperto nei suoi film. Non perchè aspira ad un sequel ma perché ama essere provocatorio e che sia il pubblico ad immaginare cosa accadrà dopo. Amy non è un personaggio facilmente definibile ed è molto complicata da capire. Quando ho fatto il provino per questo film avevo 21 anni ed ero tutto il contrarip di quello che serviva per questo ruolo e Fincher ha deciso di correre un rischio perché ha pensato che avrei potuto farcela. Noi attrici non chiediamo altro che la fiducia per poter interpretare dei ruoli sempre più complessi e particolari anche per le nostre caratteristiche personali".

"Fincher cerca sempre una storia più grande di quella che può apparire sulla pagina. In questo film c'è un forte umorismo dark ed una critica alla società, non è un semplice thriller. Le donne nei suoi film hanno si delle caratteristi spesso nascoste ma lo stesso accade anche negli uomini. Fincher è interessato a rappresentare gli essere umani al margine di quello che è ritenuto socialmente accettabile, indipendentemente che siano donne o uomini. La stessa autrice del romanzo è stata criticata perché ritenuta misogina ma in realtà molto vicina alla donne proprio come Fincher".

"Tutta la campagna marketing di questo film è stata incentrata sul pubblico. Non sempre i film sono all'altezza di quello che il pubblico chiede e merita. L'esperienza cinematografica dovrebbe invece essere sempre qualcosa di perfetto ed emozionante. Poi nel caso di film come questo bisogna essere capaci di mantenere il massimo riservo sulla trama e sulle sue sorprese e colpi di scena. Fincher si occupa principalmente di quesro, di tutelare il suo pubblico. Poi lui riceve un numero incredibile di sceneggiature e necessariamente deve fare delle scelte. Il film vive grazie al regista e non solo a noi attori e anzi chi lavora con un regista come Fincher è molto fortunato perché presta grandissima attenzione alle indicazioni da dare agli interpreti. Il suo modo di dirigere è ormai leggendario".
 
'L'Amore Bugiardo' il 26 settembre sara' presentato al New York Film Festival in anteprima assoluta per poi vedere la data del 2 ottobre come uscita nelle sale di tutto il mondo, comprese quelle italiane. La distribuzione e' 20th Century Fox.