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Luca Svizzeretto
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Anno di produzione 2016

10 CLOVERFIELD LANE SEQUEL SOLO IN PARTE, OTTIMO MYSTERY DI NATURA HITCHCOCKIANA

Pubblicato il 20/03/2016
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Un film di Dan Trachtenberg. Con Mary Elizabeth Winstead, John Goodman, John Gallagher Jr, Suzanne Cryer, Douglas M. Griffin.

10 CLOVERFIELD LANE  SEQUEL SOLO IN PARTE, OTTIMO MYSTERY DI NATURA HITCHCOCKIANA
DAL NOSTRO CORRISPONDENTE A LOS ANGELES

Questo sequel / non sequel di Cloverfield del 2008 fa parte dello stesso mondo, scenario presentato dal capostipite, senza essere una continuazione della storia e, forse, senza neanche seguire la stessa linea temporale. È una storia a sé, di grande presa ed effetto sul pubblico, narrata con singolare esperienza da un regista, Dan Trachtenberg, al suo primo film. Gioca a suo favore il fatto che la sceneggiatura nasce come qualcosa di estraneo e solo in un secondo momento incastrata nell’universo di Cloverfield. Lì sta l’intuizione di J.J. Abrams, qui nelle vesti di produttore, maestro di puzzle cinematografici. L’inizio è folgorante, una ragazza, Michelle (Mary Elizabeth Winstead), si sveglia nel suo appartamento, raccoglie le sue cose e fugge. Non si sa da cosa o da chi. In seguito ad un incidente, si risveglia in una stanza scarna, incatenata ad una caviglia, apparentemente dopo essere stata rapita e portata via contro la sua volontà. Ma il rapitore (John Goodman) l’assicura che è per il suo bene, che c’è qualcosa là fuori, che il mondo non è più sicuro e che l’unica chance di sopravvivenza è lì con lui, rinchiusa in un bunker sotterraneo. E così sale la paura di ciò che non si conosce. Quali sono le vere intenzioni del rapitore? È vero ciò che dice? Cosa si nasconde là fuori? E chi è quest’altro uomo misterioso, prigioniero a sua volta in un’altra stanza del bunker?
Howard, il personaggio di John Goodman, ha passato tutta la sua vita a prepararsi per l’eventualità di un’apocalisse, dalla costruzione di un bunker, alle teorie di complotto sul governo. E per tutta la sua vita è stato additato come uno squilibrato. “Cloverfield” accade e improvvisamente Howard passa dal torto alla ragione. Ma la verità ha sempre due facce. Ogni volta che si è spinti a stare dalla parte di Howard, l’uomo dice o fa qualcosa che mette in discussione il sentimento dello spettatore. Il dubbio che nasconda qualcosa dietro a ciò che ammette ai due giovani sequestrati è sempre presente. Howard dice di non essere un pervertito, di non essere un mostro, eppure il suo comportamento lascia intendere ben altro. La regia di Trachtenberg è precisa nel far vivere la storia attraverso gli occhi di Michelle e al tempo stesso attenta nel costringere lo spettatore a cambiare opinione su da che parte stare ad ogni risvolto. Così facendo il mistero si fa sempre più fitto. Michelle non è pura vittima; seppur impaurita, anche quando appare calma e rassegnata alla situazione, non perde mai di vista l’obbiettivo della fuga, è in continua ricerca con lo sguardo di dettagli e di particolari che possano permetterle di ribaltare la situazione. Questo continuo match di ping pong tra le emozioni è la chiave per un piccolo capolavoro di suspense. Il montaggio non presenta alcuna sbavatura, si concede persino momenti di leggerezza; per essere un film racchiuso tra quattro mura, la tensione è palpabile e non cala mai. Un regista esordiente che sa quel che fa, la supervisione di Abrams e un cast azzeccato e devoto ai rispettivi ruoli - in 10 Cloverfield Lane tutti gli elementi funzionano a dovere.

Link:
»http://www.10cloverfieldlane.com/