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Luca Svizzeretto
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Anno di produzione 2015

MADE IN FRANCE COLCOA 2016

Pubblicato il 21/04/2016
VotoVotoVotoVotoNo voto

Un film di Nicolas Boukhrief. Con Malik Zidi, Dimitri Storoge, François Civil, Nassim Si Ahmed, Ahmed Dramé, Nailia Harzoune.

MADE IN FRANCE  COLCOA 2016 DAL NOSTRO CORRISPONDENTE A LOS ANGELES

Un film come Made in France è un pugno allo stomaco, ma non avrebbe dovuto suscitare tale reazione, avrebbe potuto essere semplicemente un teso thriller, quasi di natura teatrale (gli esterni sono ridotti all’osso), sulla falsariga de Le Iene di Tarantino, e invece ha preso una strada propria, per colpa del mondo in cui viviamo, per colpa del clima di terrore in cui viviamo. Una storia di fantasia, che improvvisamente diventa drammatica realtà. Il film parla di una cellula jihadista sul suolo francese che si prepara a commettere un attentato su Parigi. Ma un membro del gruppo è un infiltrato, un giornalista che per dare uno sguardo dal di dentro, per capire cosa spinge i giovani ad unirsi agli estremisti islamici, si spaccia per uno di loro. Quando Icaro si avvicina troppo al sole sappiamo a quale destino va incontro.
La strage di Charlie Hebdo prima, il massacro al Bataclan poi hanno posto l’alt all’uscita del film. In un momento di dolore così forte non solo avrebbe significato avere poco tatto, ma sarebbe stato come rivivere la realtà sullo schermo. L’attentato di Bruxelles ha poi definitivamente chiuso il discorso uscita nelle sale. Il film ha però trovato nuova vita nel video on demand e il festival francese di Colcoa rappresenta l’unica opportunità di vederlo su grande schermo. È un bene che la pellicola non sia uscita in sala, se gli attentati fossero avvenuti dopo il film ci sarebbe stato il solito moralista di turno a puntare il dito, ad affermare che il cinema inneggia alla violenza, tirando fuori la solita polemica stanca, quando invece la faccenda, il periodo storico che stiamo attraversando è molto più complesso. Il regista Nicolas Boukhrief tutto questo lo sa e riesce a rendere i personaggi umani, nonostante le loro azioni, senza mai assolverli. Costruisce cinque protagonisti diversissimi tra loro, ognuno con le proprie ragioni per convertirsi alla causa. Pone l’accento sul disagio delle periferie, in parte responsabile nella creazione di questi mostri, rendendoli facilmente reclutabili, un disagio che va avanti da molto prima dei recenti attentati. Boukhrief dimostra come i sermoni religiosi non siano altro che un’arma di seduzione, non tanto distante da quelle adottate da sette e culti. Ma Made in France non è un film sull’odio o che inneggi all’odio, l’esatto opposto invece. La tesi del film è che la religione islamica dovrebbe celebrare la vita, l’amore. La violenza di questi gruppi estremisti che stanno mettendo a soqquadro il mondo intero non deve gettare fango su un popolo intero. È un film che può fare male a chi ha ancora negli occhi le immagini dei telegiornali, ma è un film necessario perché l’arte deve essere al di sopra, perché deve far riflettere, perché non si può fare di tutta un erba un fascio, nonostante la rabbia.

Link:
»http://www.colcoa.org