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Luca Svizzeretto
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Anno di produzione 2020

L'UOMO INVISIBILE QUESTA VOLTA FA DAVVERO PAURA

Pubblicato il 29/02/2020
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Un film di Leigh Whannell. Con Elisabeth Moss, Harriet Dyer, Aldis Hodge, Storm Reid, Oliver Jackson-Cohen, Michael Dorman, Renee Lim, Sam Smith, Nick Kici, Benedict Hardie

L'UOMO INVISIBILE  QUESTA VOLTA FA DAVVERO PAURA DAL NOSTRO CORRISPONDENTE A LOS ANGELES

Rivitalizzare il filone dei Mostri della Universal per l’era moderna è un impresa ardua, nel recente passato ci sono stati svariati tentativi, con successi altalenanti. Basti pensare all’esito de La Mummia con Tom Cruise che sembrava aver fatto accantonare definitivamente ogni speranza. Entra in scena il produttore Jason Blum, che con la sua casa di produzione Blumhouse si è costruito una carriera fatta di horror a costo contenuto, un approccio fresco, volendo anche furbo, ma di sicura presa sul pubblico. Blum si è affidato a Leigh Whannell, fattosi le ossa con Saw e Insidious e autore di quel piccolo capolavoro di fantascienza che risponde al nome di Upgrade. L’idea vincente del regista australiano è stata quella di spostare l’attenzione sulla vittima, ambientando la storia ai tempi odierni. La tecnologia di oggi potrebbe permettere verosimilmente l’invisibilità ad un ricco uomo di scienza, così un personaggio fantasioso quale l’uomo invisibile diventa realistico e il terrore assume connotazioni reali anche per un pubblico moderno. Nel film la protagonista è Cecilia (Elisabeth Moss) intrappolata in un matrimonio infelice dove il marito padrone ne influenza qualsiasi scelta. Costretta in una casa enorme sull’oceano dalla quale non le è permesso uscire, il suo compito sembra essere solo quello di acconsentire e dare all’uomo un erede. Una notte la donna riesce a mettere in moto il suo piano di fuga, ma sarà solo l’inizio dei suoi guai. Il marito, scovato il modo di rendersi invisibile, la perseguiterà fino a portarla sull’orlo della follia.
Il film trova grande ispirazione dal thriller domestico che spopolava negli anni ’90, come ad esempio La mano sulla culla; un dramma di questo calibro non lo si vedeva a questi livelli da tempo. Parte del merito va anche al talento di Elisabeth Moss, la quale, senza un vero partner sullo schermo, deve convenire da sola qualsiasi tipo di emozione, terrore, vulnerabilità, pazzia. È chiaro che la fonte d’ispirazione può inevitabilmente portare ad indovinare qualche colpo di scena, ma ciò nulla toglie ad un film che mantiene sempre alta la tensione e riesce a seminare il panico ad ogni sequenza. Persino la ripresa di una stanza vuota già da sé può far paura, perché al suo interno potrebbe nascondersi il pericolo che non si vede.
Spostare l’attenzione sul punto di vista della vittima regala a Whannell un altro beneficio, quello di non dover perdere tempo a spiegare come l’uomo diventa invisibile, la classica origin story che ha ormai stancato. Il pericolo è sempre presente, ad ogni risvolto, e non assume un volto, se non alla fine. L’uomo invisibile è nuovamente avvolto da un alone di mistero, ed è quella la chiave per catturare anche lo spettatore più smaliziato.


Link:
»http://www.theinvisiblemanmovie.com